Una molotov contro la scuola. Soluzione da baby-gang per studenti desiderosi di vacanze anticipate

BORGO PANIGALE (BOLOGNA)Non so se vi sia mai capitato che la Prof. si presentasse alla prima ora annunciando tutta trafelata “Ragazzi, oggi niente compito in classe. Il Preside ha ricevuto una telefonata da un delinquente che dice di aver messo una bomba nella scuola”, per poi scoprire che era stato un vostro compagno che non aveva aperto libro e voleva salvare capra e cavoli.

Tre ragazzi tra i 12 e i 14 anni hanno fatto di meglio. Dopo essersi introdotti nottetempo in un’aula della loro scuola, aver lanciato due molotov costruite artigianalmente con bottigliette di coca e di birra e constatato i danni, hanno telefonato alla Preside intimandole: “Se non chiudete la scuola per quindici giorni, siamo pronti a bruciare l’intero istituto“.

Un piano da veri gangster che però aveva un trascurabilissimo punto debole: i tabulati telefonici. Sgamati dalla polizia i tre non hanno mostrato alcun pentimento. Hanno invece dichiarato di avere un progetto ben più grande: “la scuola deve stare chiusa per un anno”.
Pare che falsificare la firma di papà sulle giustificazioni sia out. A farti saltare la scuola (in tutti i sensi) ci pensa la baby gang.

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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