Consigli dal mondo per comportamenti eco-compatibili anche al bagno


Siamo quotidianamente sottoposti a campagne di sensibilizzazione per diminuire il consumo di risorse ambientali, tra cui l’acqua. Semplici le misure salva-acqua che se adottate quotidianamente da tutti noi porterebbero un enorme risparmio idrico:
– usare la doccia anzichè il bagno, azionare lavatrici e lavastoviglie sempre a pieno carico, chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti, si fa lo shampoo o ci si rade.
– evitare di lavare spesso e da soli la propria auto. Quando non ci si può recare in lavaggi accreditati, usare un secchio e non il tubo direttamente collegato al rubinetto.
– innaffiare le piante di sera e con poca acqua. Per lavare le verdure e i piatti, riempire un contenitore e usare l’acqua corrente solo per il risciacquo
– controllare periodicamente il corretto funzionamento degli impianti evitando perdite dalle tubature o rubinetti che gocciolano

Molte le soluzioni “creative” proposte worldwide. Già un paio di anni fa’ il sindaco di Londra aveva dato un “puzzolente” ma buon esempio ai cittadini: «Da quindici mesi non adopero lo sciacquone dopo aver fatto pipì per non sprecare l’ acqua».

In questi giorni un gruppo di ecologisti giapponesi sottolinea l’importanza di una drastica riduzione nell’utilizzo di carta igienica. Per diminuire fino a un massimo del 20% il fabbisogno per ogni “seduta” privata basterebbe posizionare all’altezza degli occhi di chi siede sul trono aforismi educational del tipo “Ama la toilette” o “Quella carta ti conoscerà solo per un momento”. Secondo i nipponici sarebbero di forte “stimolo” specialmente nelle toilette pubbliche dove, a differenza delle case, la carta igienica è gratuita e la gente ne abusa.

Dai, propongo anch’io la mia soluzione. Dopo il car sharing, il bed sharing e il bike sharing, perchè non condividere anche la carta igienica?

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

You may also like...

Lascia un commento