Sacrificàti su Facebook per un hamburger. O qualche milione di dollari in più

Sareste disposti a sacrificare un amico di Facebook in cambio di un hamburger e a dirglielo in faccia?” Quindici giorni fa’ si è chiuso l’esperimento sociale di Burger King aperto ai soli utenti americani che offriva un buono per un hamburger per ogni 10 amici eliminati dal profilo con l’apposita applicazione. L’iniziativa, che ha generato l’eliminazione di 233.906 amici per un totale di 23.000 panini, è stata chiusa da Facebook perchè la ricezione del messaggio “Sei stato sacrificato in cambio di uno spuntino gratis” avrebbe violato la privacy degli utenti “giustiziati” sulla pubblica piazza.

E dopo aver permesso la creazione di gruppi e applicazioni “brandizzate” e concesso agli inserzionisti di rendere visibili informazioni pubblicitarie a un pubblico mirato, Facebook sta ufficialmente avviando un vero e proprio modello di business passando da social network a database per ricerche di mercato. Lo ha confermato Mr. Facebook, Mark Zuckerberg, al Forum economico mondiale di Davos dove ha mostrato le potenzialità del social network chiedendo a centomila utenti americani se erano soddisfatti del piano di stimolo dell’economia varato da Obama. Dopo pochi minuti il responso promuove il pacchetto economico, che solo il 40% degli intervistati ritiene insufficiente.

Attualmente le ricerche costano molto e hanno tempi lunghi, nel caso delle indagini telefoniche, o un valore puramente qualitativo se condotte su una ristretta selezione di persone in target (focus group). Facebook offrirà invece risposte immediate su gruppi selezionati ma di numerosità sempre maggiore, 150 milioni di utenti catalogati per età, sesso, stato civile, gusti, stili di vista e opinioni politiche, che continuano a crescere al ritmo di 450.000 nuovi utenti al giorno. Una piattaforma agilissima che permetterà ad esempio di:
– intercettare bisogni o trend emergenti;
– sondare la predisposizioni dei potenziali clienti prima di produrre e distribuire nuovi prodotti;
– conoscere la reazione del mercato al lancio di un nuovo prodotto.

Ma non prendetevela con Mr. Facebook. Molto probabilmente la sua è una vendetta proprio nei confronti delle leggi sulla privacy che hanno portato al fallimento il suo reale piano. Se non fosse stato costretto a chiudere Whopper Sacrifice, forse Burger King avrebbe esteso l’esperimento agli utenti di tutto il mondo. A quel punto Mr. Facebook avrebbe sacrificato tutti i 150 milioni di utenti portando Burger King al fallimento e rilevando l’azienda… per un tozzo di pane.

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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