Dopo il vino senza uva, ecco le aranciate senza arance! Che ne dite un Senato senza senatori?

“Mi bevo una bella aranciata così butto giù qualcosa di sano!”. Finora era più o meno così, dato che la legge vigente imponeva almeno un 12% di vero succo d’arancia. Settimana scorsa il Senato ha invece recepito l’articolo 21 della Legge Comunitaria che permette di commercializzare bibite al gusto e colore d’arancia, senza neanche una minima percentuale di agrumi! Se verrà approvato anche dalla Camera, potrebbe aprirsi un triste precedente per un’ulteriore estensione ad altre categorie alimentari.

Le aranciate senza arance arrivano dopo il via libera alla produzione di:
vino senza uva, realizzato dalla fermentazione di frutta, dai lamponi al ribes,
formaggio senza latte, prodotto a partire da caseina e caseinati,
cioccolato senza burro di cacao, a base di altri grassi vegetali.

In realtà forse non tutti sanno che dove c’è scritto “yogurt alla fragola” lo yogurt è senza fragola. Se leggi “gelato o crema al caffè” in realtà non c’è caffè. E allora perchè c’è scritto? Perchè il prodotto contiene aromi che l’industria alimentare aggiunge per dare o rafforzare un sapore. Aromi di gamberetti, funghi porcini, pollo, formaggio. Anche molti panettoni, colombe e liquori contengono aromi. Basta dare un’occhiata all’etichetta per notare come quasi tutti gli alimenti contengano “aromi naturali”, se estratti da animali o vegetali, o solo “aromi”, se di natura chimica o sintetica.

Secondo Coldiretti tale decisione impatta negativamente sul made in Italy e sulla tutela del consumatore:
inganno del consumatore, innescato dal mancanto obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti,
danno ai produttori di arance di centinaia di milioni di euro,
peggioramento del valore nutrizionale degli alimenti.

Molte di queste sostanze, estremamente diffuse nei prodotti per l’infanzia, sono oggetto di studi perchè genererebbero iperattività nei bambini e inciderebbero sul preoccupante aumento dei casi di obesità e sovrappeso tra i giovani, complice l’elevato contenuto di zuccheri.

Già 7 aromi sono stati vietati in seguito alle valutazioni dell’EFSA, Autorità europea per la sicurezza alimentare, e altri 347, su 2654 registrati nell’Unione Europea, sono sospettati di essere cancerogeni o dannosi per il feto. Entro il 31 dicembre 2010 la Commissione Europea stilerà una lista, con valore di legge degli aromi che non presentano rischi per la salute dei consumatori.

La decisione sottenderà sicuramente delle condivisibilissime motivazioni che non riusciamo a cogliere. O forse non riescono a cogliere quanto il trend sia preoccupante. Non è che “rischiamo” di avere un “Senato senza… senatori”?

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

You may also like...

Lascia un commento