Morgan Stanley l’ha messa in mutande. L’ex broker Randi Newton diventa spogliarellista

Fino a qualche mese fa’ lavorava come analista finanziaria alla Morgan Stanley ma il crash della società l’ha lasciata “in mutande” come migliaia di colleghi e colleghe. Senza darsi per vinta Randi Newton ha iniziato a cercare un nuovo lavoro, senza certo ricorrere alla clausura e all’autocommiserazione. Anzi.

Una sera si reca con alcuni amici al Rick’s Cabaret – night club che fa’ parte di una catena di enorme successo quotata persino al Nasdaq – per divertirsi senza pensare troppo alla sfiga. Ed ecco infatti il colpo che non ti aspetti. Il proprietario del night la nota per le sue curve e la sua spigliatezza e… le offre un lavoro a bassissimo rischio finanziario: la spogliarellista.

La 28enne, dopo aver calcolato costi e benefici, ha accettato perchè – come dichiarato al New York Post – le sembrava un lavoro… diverso. E pure molto remunerato, aggiungeremmo.
Un rapido calcolo. Considerando che becca 1.500 dollari a notte, lavorando 3 o 4 notti a settimana può contare su 160.000 dollari l’anno: lo stesso stipendio che guadagnava prima ma lavorando molto meno e… divertendosi molto di più!

La pensa allo stesso modo Katie Haverton, 27 anni, che dopo aver provato a lavorare per qualche mese nel ramo immobiliare senza riuscire a vendere neanche una casa e aver visto il conto corrente scendere drammaticamente a soli 2 dollari, ha capito di aver sbagliato tutto.

Ora lavora anche lei come spogliarellista, al Flash Dancers in Midtown. Mentre prima faceva vedere appartamenti anche per più di 10 ore di fila senza poter contare su entrate certe, ora è in grado di comprarselo un appartamento, grazie ai guadagni ottenuti… mostrando ben altro!

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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