I magri inquinano meno dei grassi. Per salvare l’ambiente mangiamo tutti di meno


Da tempo ti guardi allo specchio, pensi “Non ne posso più di questa ciccia. Uff, sti rotolini li devo far sparire… Da domani, giuro, vado in palestra!” e poi… torni a strafogarti?

Ora uno studio della London School of Hygiene & Tropical Medicine, pubblicato sull’International Journal of Epidemiology, ti da’ un motivo in più per superare la pigrizia.

Una silhouette impeccabile non serve infatti solamente per esser più sani e sentirsi più belli, ma anche per salvare il pianeta! Secondo i ricercatori capitanati da Phil Edwards e Ian Roberts, le persone in sovrappeso producono più anidride carbonica perchè:
mangiano di più, richiedendo così un aumento di produzione di cibo, tra le principali fonti di emissione di gas serra;
ricorrono di più all’automobile, il cui uso aumenta proporzionalmente ai chili in eccesso.

Considerando che ogni persona grassa emette circa una tonnellata di anidride carbonica in più all’anno rispetto a un magro:
– una popolazione di un miliardo di persone magre immette ogni anno nell’ambiente un miliardo di tonnellate di CO2 in meno rispetto allo stesso numero di persone grasse;
– una popolazione magra come quella vietnamita consuma il 20% in meno di cibo rispetto a una popolazione come quella statunitense, in cui il 40% degli individui è sovrappeso.

Quindi se vogliamo ridurre le emissioni e rallentare il cambiamento climatico, dobbiamo mangiare di meno e eliminare i chili di troppo. Da oggi tutti a stecchetto!

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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