Altro che bipartitismo. I simboli presentati al Viminale per partecipare alle elezioni europee di giugno sono ben 93. Ecco le liste più strane

(Grazie a Michele che ci ha segnalato questa news!)

Ieri sono scaduti i termini per presentare i simboli di lista al Viminale, per chi vuole partecipare alle elezioni europee del 6 e 7 giugno. Alla faccia di coloro che vorrebbero il bipartitismo, i simboli che si contenderanno i seggi del Parlamento Europeo sono ben 93!

Ecco alcune liste particolarmente curiose:
Giovani poeti d’azione, che mirano a portare l’arte all’attenzione della politica
Non serve, non voto, il cui solgan è “Amo l’Italia non voto le Province”
Lega federale del Sud, rappresentata da un orso marsicano accanto ad un uomo che beve avidamente, che lancia l’appello “Arsura del Sud”
Lista Parlamentare Indipendente di Pesaro-Urbino, con cui un’unica persona si presenta da solo
Comitato delle Pari opportunità maschili, il cui simbolo di “virilità” è un guerriero greco

C’è chi ha persino presentato 5 diverse liste dai nomi e dalle tematiche molto particolari:
Italia dei Malori, chiara sfida aperta a Di Pietro
Italiani poca cosa…?, nome perfetto per ingraziarsi il popolo votante
Preservativi gratis, per essere sempre pronti all’uso
Donne insoddisfatte e incomprese, un messaggio del gentil sesso ai maschietti
Partito impotenti esistenziali, probabilmente i mariti delle donne insoddisfatte e incomprese!

Entro domani il Viminale filtrerà eventuali irregolarità e gli interessati avranno 48ore di tempo per modificare i simboli.

Stavolta abbiamo perso il treno ma la prossima volta ci presenteremo anche noi. Chiameremo la lista Lega della Bega, il partito di chi rompe le balle giusto per. L’unica paura è che non saremo in grado di affrontare la spietata concorrenza: per quanto impegno ci metteremo gli altri politici romperanno le balle sempre più di noi!

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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