Il disturbatore televisivo Gabriele Paolini colpisce ancora. Bloccato durante un’incursione al TG1, trascina per terra il giornalista Piero Dalmasso

Il rompiscatole per eccellenza, il disturbatore del tubo catodico o, come gli piace definirsi, l’”inquinatore televisivo” Gabriele Paolini ne ha combinata un’altra delle sue.

Come sapete, la sua passione è irrompere durante i collegamenti in diretta all’aperto dei programmi televisivi, principalmente telegiornali, esponendo cartelli, facendo le corna, insultando politici o personaggi dello spettacolo. Quasi sempre riesce nell’intento di disturbare gli inviati costringendo la regia ad interrompere il servizio.

Poteva Paolini lasciarsi scappare l’occasione rappresentata dai mille collegamenti dalle scuole, nel pieno degli esami di maturità? No ovviamente!

Ed eccolo pronto a rovinare la diretta del TG1, con il povero Piero Damosso che tenta invano di comunicare alla popolazione italiana i titoli dei temi d’esame. Si, perchè il buon Paolini è fermo e implacabile: ha deciso di urlare al mondo che Berlusconi è un pedofilo!

Ma qualche cattivone lo abbranca in presa e lo trascina a terra e… stavolta Paolini si supera. Afferra Damosso trascinandolo a terra con se! Meglio delle comiche!

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Mi son sempre chiesto: come fa’ il Re dei disturbatori a sapere dove disturbare? Mi corre in aiuto la sua biografia su Wikipedia: “Per essere costantemente informato sulle prossime dirette, porta sempre con sé un televisorino portatile che gli consente non solo di sapere con precisione il momento e il luogo in cui si sta iniziando un collegamento, ma gli permette anche di controllare l’inquadratura e rimediare ai tentativi del cineoperatore di escluderlo dall’immagine.”

Ragazzi, che dire, quest’uomo è un genio! Indipendentemente dalle sue idee e dai suoi modi, che ognuno è libero di giudicare, ha trovato un sistema creativo di far sentire la propria voce. E pare che nel nostro paese sia sempre meno cosa facile…

Nel “Rapporto mondiale della libertà di stampa 2009”, pubblicato il mese scorso dall’associazione Reporter sans frontieres, l’Italia è infatti classificata a livello mondiale come il 44mo paese su 173.

Sul rapporto si legge che “tra un progetto di riforma liberticida e le minacce della mafia, la situazione della libertà di stampa in Italia preoccupa sempre più i vicini europei”. Se sono preoccupati i “vicini europei”… figuriamoci noi!

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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