Secondo uno studio dell’Universita’ di Denver la convivenza prima del matrimonio aumenta il rischio di divorzio. E allora perchè sposarsi?

Prima andiamo a convivere e poi ci sposiamo”. E’ un metodo adottato dal 70% delle coppie negli Stati Uniti e, sempre di più, anche in Italia. Secondo lo studio dell’Universita’ di Denver, pubblicato sul Journal of Family Psychology, non è certo una drittata, anzi!

Le coppie che convivono prima di sposarsi litigano infatti piu’ spesso e aumentano le probabilita’ di divorziare. E anche chi non divorzia, mostra una minore soddisfazione rispetto a prima.

Ciò deriverebbe dal fatto che poche coppie vedono realmente la convivenza come banco di prova per un futuro matrimonio. Ecco infatti la classifica delle tre principali motivazioni per cui si va a convivere:
1. per trascorrere piu’ tempo insieme
2. perche’ e’ piu’ comodo
3. per verificare la solidita’ della relazione

Più che da una volontà di costruire una vita insieme, sembra quindi che la convivenza sia spinta da fattori come eccessiva fretta e immaturità del rapporto. Però poi ci si sposa e… si è meno soddisfatti del matrimonio di come lo si era della convivenza.

A questo punto, guardando le molte coppie che si amano e vivono insieme felicemente da anni senza essersi mai sposati, ci si pone la stessa domanda di Vally che su Pour Femme scrive: “Chi è religioso vede nella cerimonia non solo un giorno di festa, ma un impegno davanti a Dio. E gli altri? Che differenza pratica ci potrà mai essere?”

Forse un vincolo più forte dato dall’essersi promessi amore eterno in modo ufficiale? Si, ma poi per molti arriva il divorzio ad interrompere l’eternità…

Insomma, se ci si ama, ci si rispetta e ci si impegna a superare i problemi costruendo insieme il proprio percorso di vita, cosa cambia tra convivere ed essere sposati? Se qualcuno ha una risposta… si faccia avanti. Per me questo è… “privato” delirio!

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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