Usa sussidio di disoccupazione per trasformarsi in un diavolo dell’inferno. Ora l’inglese Gavin Paslow è Diablo Delenfer

GRAN BRETAGNA – Gavin Paslow, 39enne residente nei pressi di Southend, ha truffato lo stato ottenendo più di 3.500 sterline per un sussidio di disoccupazione che non gli spettava, lavorando regolarmente come buttafuori.

Era forse disperato per non poter sfamare le due figlie di 15 e 3 anni? No, ne aveva bisogno per sottoporsi a operazioni che lo facessero somigliare a un diavolo!

Ecco tutte le sue operazioni:

Dopo 29 tatuaggi e 11 piercing, Paslow si e’ fatto impiantare due corna in teflon sotto pelle sulla fronte, dividere in due la lingua, allungare i canini fino a farne zanne ed usa lenti a contatto verdi. Ma ancora non è contento: “Dicono che per ora non è possibile, ma la ricerca fa passi da gigante entro qualche anno sono sicuro che avrò una bella coda”.

Il nome di battesimo è ormai superato e Gavin, appassionato di musica heavy metal, ci tiene ad essere chiamato Diablo Delenfer, Diavolo dell’Inferno.

Incredibile ma vero, Diablo è stato condannato al divieto di girare di notte per le stradine della cittadina dove risiede per non spaventare gli abitanti. Lui non ci sta: ”Non ho niente di sbagliato, la gente non deve avere paura di me sono solo un uomo normale”.

Le due figlie non la pensano proprio così, visto che, per niente favorevoli ai suoi cambiamenti estetici, si imbarazzano davanti ai coetanei. E ti credo. Saranno pure un po’ inquitate da un padre che si crede un diavolo e che si bea della sua metamorfosi in un video sul sito del Sun muovendo come un serpente la sua lingua biforcuta … bleah!

Chiudo con una domanda che Valente si pone giustamente sul suo blog Piccole vitalità di una morte quotidiana: “Gavin: un povero diavolo o un ricco imbecille?”

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

You may also like...

Lascia un commento