Il mistero della morte di Adolf Hitler si infittisce. Il cranio ritrovato fuori dal bunker del dittatore nazista era di una donna di 40 anni

Il mistero della fine del Führer si fa’ sempre più misterioso.

Si dice che il dittatore nazista Adolf Hitler si sia ucciso schiacciando coi denti una capsula di cianuro e immediatamente dopo sparandosi sotto il mento con la canna della pistola rivolta verso l’alto, poche ore prima che i sovietici conquistassero la Cancelleria.

Insieme ai resti del suo corpo e di quello Eva Braun, cremati nel giardino subito fuori l’uscita del bunker (come da testimonianza del cameriere personale), i russi trovarono il corpo di un sosia di Hitler, Gustav Weler, ucciso con un colpo in fronte. Furono inoltre trovate una parte del cranio di Hitler con un foro di pistola e una mandibola, portate a Mosca, esaminate e poi chiuse negli archivi.

Come si legge su Corriere.it “Il resto fu sotterrato in un cortile del quartier generale della Smersh a Magdeburgo, nella Germania occupata dai sovietici. Nel 1970, visto che l’ area stava per essere restituita ai tedeschi orientali, su suggerimento del capo del Kgb Andropov, Breznev diede ordine di disseppellire i resti, bruciarli e spargere le ceneri in un fiume. I quattro frammenti di cranio e la mandibola sono ricomparsi per la prima volta all’ inizio degli anni Novanta, quando esperti indipendenti hanno potuto esaminarli. All’ 80 per cento dovrebbe trattarsi proprio dei resti di Hitler.”

E invece pare che la verità stia in quel 20%. Già lo stesso Stalin dubitava persino dei suoi poliziotti e patologi che giuravano di aver effettivamente ritrovato i resti di Hitler e della sua amante Eva Braun.

Ora, un documentario dell’americana History Channel comunica il risultato del test sul DNA: i resti del cranio conservati negli archivi russi insieme all’osso della mandibola appartenevano a una donna con meno di 40 anni, non a un uomo di 56.

E allora i dubbi permangono. Hitler morì veramente il 30 aprile del 1945?

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

You may also like...

Lascia un commento