Ero su Facebook. Un alibi digitale scagiona il giovane Rodney Bradford dall’accusa di furto

Pur di dimostrare di avere un alibi inattaccabile la gente se ne inventerebbe veramente di ogni. Ma questa dovevo ancora sentirla!

La storia arriva da New York e, manco a dirlo, ha a che fare con Facebook.

Il 19enne Rodney Bradford viene accusato di un furto a Brooklyn ma si dichiara innocente. A quell’ora era su Facebook a casa di suo padre ad Harlem, dalla parte opposta della città. Come poteva essere stato lui?

La Corte verifica e scopre che effettivamente Rodney ha scritto alla sua ragazza il messaggio “Dove sono i miei pancakes?” proprio alla stessa ora del furto.

Prova schiacciante per la giuria che conferma la sua innocenza, liberandolo dopo 12 giorni di carcere.

Era davvero innocente o quel messaggio è stato scritto qualcun altro? Comunque sia andata… Viva i pancakes!

ANCHE IN ITALIA NON SCHERZIAMO CON GLI ALIBI
Un paio di settimane fa’, dopo essere stato arrestato per aver rubato dei DVD in un ipermercato, un 44enne del ferrarese ha esibito un certificato medico da cui risulta affetto dall’età di 8 anni da un disturbo ossessivo che lo spinge a rubare, con caratteristiche di “collezionismo, feticismo ed esibizionismo” degli oggetti rubati. Il cleptomane feticista è stato liberato in attesa del processo!

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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