Prisencolinensinainciusol. Secondo gli americani è Celentano il papà del rap

Quanti di voi si sono sempre chiesti: “Ma che cavolo dice Adriano Celentano in Prisencolinensinainciusol?”. A svelare l’arcano ci volevano gli americani!

Italica ironia a parte, qualche giorno fa’ uno dei blog americani più cool, Boing Boing, ha ripescato (chissà come e perchè!) la canzone del molleggiato definendola come “gibberish rock“, ovvero un rock la cui parte cantata non ha alcun senso. Nel nostro caso ovviamente il senso c’è: scimmiottare l’inglese!

Su You Tube qualcuno si è preso la briga di manipolare il video originale aggiungendo i sottotitoli… ove possibile ovviamente!

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Wz04IBZqfFE]

Il bello dell’articolo dello scrittore e blogger Cory Doctorow non è rappresentato tanto dall’articolo stesso ma dai 381 commenti (finora!), dove qualcuno ha svelato che la canzone non si intitola “What English Sounds Like to Foreigners” come scritto dall’autore, ma “Prisencolinensinainciusol”.

Ma quando ci si mettono gli americani fanno veramente le cose in grande! Udite udite, dopo aver scoperto che la canzone risale al 1972 c’è chi è arrivato ad attribuire Celentano la paternità del rap, considerandolo come “un vero predecessore del rap moderno”!

Wired ci fa’ sapere che l’articolo ha addirittura scatenato la caccia alla registrazione originale del pezzo, sempre che sia mai esistita!

Celentano mi è sempre piaciuto e sono particolarmente contento di un commento: “Siete stati davvero troppo lenti ad accorgervi di lui! Celentano è una leggenda, un precursore dell’innovazione musicale“. Eppoi, se lo dicono gli americani…

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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