Su Facebook e Twitter il primo esperimento di ipnosi di massa. L’inglese Chris Hughes raduna migliaia di persone ma non gliene va bene una!

INGHILTERRA – Dopo essersi diplomato all’Omni Hypnosis Training Centre in Florida, l’inglese 34enne Chris Hughes ha deciso di capitalizzare i suoi 5 anni di pratica entrando nel Guinness dei Primati con un esperimento mai provato prima.
Ieri sera l’ipnotizzatore di Banbury nell’Oxfordshire ha provato ad ipnotizzare migliaia di persone via Facebook e Twitter. Ecco come è andata.

L’IPNOSI DI MASSA
Dopo aver dato appuntamento già da settimane sul sito
Social Trance è partito il tam tam su internet che ha portato oltre 6000 persone da 85 Paesi, Italia inclusa, ad iscriversi con enorme entusiasmo e curiosità all’esperimento.
In un primo momento l’ipnosi di massa doveva avvenire in diretta ma un’ora prima dell’evento il sito che doveva trasmettere l’audio con la voce dell’ipnotizzatore è collassato per le troppe connessioni simultanee.
A 10 minuti dall’inizio Chris Hughes twittato il nuovo sito che, per temporeggiare, alle 21.30 preciso ora italiana ha trasmesso circa 20 minuti di musica new age. Il terapeuta ha poi iniziato a parlare chiedendo agli utenti concentrazione, flessibilità mentale e buona immaginazione. Solo a questo punto ha dichiarato che per motivi legati alla legge inglese l’ipnosi non poteva avvenire in tempo reale ma con un mp3 scaricabile gratuitamente dal sito.

IN COSA CONSISTEVA L’ESPERIMENTO
– stendersi a terra e chiudere gli occhi
– portare i muscoli in totale rilassamento
– visualizzare una scala di 10 gradini
– Chris conta da 1 a 10
– A quel punto si sceglie se smettere di fumare, bere o superare
– Chris conta 1 a 5 e gli occhi tornano ad aprirsi

LE REAZIONI DELLA RETE
Dopo oltre due ore di collegamento Chris si sveglia dal sogno! Qualcuno è caduto in trance, altri (forse per l’attesa e la noia!) si sono semplicemente addormentati ma la maggiorparte si è espressa duramente su Facebook e Twitter dichiarando cosa pensa dell’esperimento: una truffa!

Effettivamente, stringi stringi, l’esperimento non è stato niente di originale. Di mp3 come questi la rete è piena. L’ipnotista non ha quindi potuto far altro che scusarsi pubblicamente su Twitter spiegando che la delusione è grande soprattutto per lui.

UN FLOP PREVEDIBILE
Nei giorni precedenti si erano espressi due illusionisti italiani:
Mago Silvan: è come credere a Babbo Natale, il problema è che la gente ci crede e c’è chi approfitta della loro buona fede;
Giucas Casella, che parecchi anni fa’ aveva provato un esperimento simile in diretta televisiva: in teoria si può fare ma la difficoltà è dimostrare che è riuscito. L’esperimento di Casella avrebbe infatti avuto successo, visto il numero di persone ricoverate in ospedale con le mani legate ma lo scetticismo è stato generale. Un ostacolo evidente è poi rappresentato dalla lingua inglese che non tutti comprendono al pari della propria.

Già avevo scritto di un altro ipnotista che prometteva di far crescere il seno di una misura seguendo le istruzioni di un suo CD acquistabile in rete. Ai suoi denigratori lui aveva risposto: “Fino a prova contraria…”. Chissà, magari a Chris Hughes sarà data la possibilità di provare la diretta e riprovare l’esperimento. Intanto non mi rimane che registrare l’ennesima bufala del web!

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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