Chi supera il limite di velocità paga chi lo rispetta. Questa l’idea sostenibile vincitrice del concorso The Fun Theory

Gli autovelox stanno diventando davvero un’eccessiva causa di stress. Sono dappertutto. Fissi, mobili, tutor, telecamere, tutti noi stiamo imparando a conviverci non con estrema gioia.

In questi giorni due ANSA hanno attirato la mia attenzione:
– “Eccesso di velocità perchè incontinente, annullata multa“. E’ successo ad un pensionato 69enne del Varesotto, costretto a correre per andare al bagno: 70 km orari su una strada con limite 50. I suoi legali hanno presentato la cartella clinica che dimostra l’incontinenza causata da due gravi operazioni alla prostata e il giudice di pace ha accolto la richiesta;
– “Non vedente entra nel guinness per record velocità in auto“: il cantante turco Metin Senturk è entrato diritto nel Guinness dei record mondiali sfrecciando a quasi 300 km/h a bordo della sua Ferrari. Non vedente dall’età di 3 anni, ha dimostrato che ormai nulla è impedito ai diversamente abili.

E allora, “Possiamo far rispettare i limiti di velocità ad un maggior numero di persone rendendo questa pratica più divertente?“. Si, almeno secondo lo statunitense Kevin Richardson, che ha vinto i 2500 euro messi in palio da Volkswagen con l’iniziativa The Fun Theory.

Come avrete capito questa teoria per cui “più l’informazione è semplice e divertente più è in grado di influire sul miglioramento dei comportamenti” mi trova assolutamente d’accordo, tanto che ve ne ho parlato qui e qui.

Sono un pò scettico sull’efficacia della Speed Camera Lottery, l’idea che ha vinto il concorso, come reale incentivo a guidare rispettando i limiti di velocità. Ma sarebbe un ottimo modo per sensibilizzare gli automobilisti sul problema.

In pratica, l’autovelox dovrebbe registrare non solo chi supera il limite ma anche chi lo rispetta. Quest’ultimo parteciperebbe di diritto ad una lotteria finanziata con le multe pagate dai “cattivi ragazzi”. Che ne pensate?

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Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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