Ragazze blogger. Due splendidi casi di informazione libera al femminile

Tutti voi sapete che cos’è un blog, un diario online come questo dove una o più persone, non necessariamente esperti, raccontano le proprie esperienze, idee e opinioni. I blogger hanno avuto e hanno tuttora un ruolo fondamentale nell’evoluzione del modo di fare informazione permesso da internet. Un’informazione libera, dal basso, che li rende in alcuni casi poco simpatici a quei politici e giornalisti che sono arrivati a definirli di recente “stupratori dell’informazione”.

Negli ultimi mesi si è parlato di proposte di legge pensate con il chiaro obiettivo di “imbavagliare l’informazione“. Nonostante queste leggi non siano andate a buon fine si sono già verificati casi abbastanza preoccupanti. Come quello avvenuto a Torino dove settimana scorsa la Corte di Appello ha confermato in parte la condanna nei confronti di un blogger aostano, con una pena pecuniaria di 1.000 euro per diffamazione. E’ invece stato assolto dal reato di omesso controllo: per la Corte i post che non sono scritti dal gestore del blog sono considerati anonimi. Il ruolo di blogger non sarebbe infatti equiparabile a quello di direttore di giornale.

Ora, non conosco il caso nei particolari, e concordo che ci sono dei limiti che il blogger deve rispettare, e che anche io ho posto a me e ai miei lettori. Di certo blogger come me non vivono del proprio blog. Se si comincia a comminare pene pecuniarie a destra e a manca è chiaro che si spinge molti di noi a smettere di scrivere.

Scusate se mi sono dilungato ma a volte queste cose non si sanno. Se volete approfondire l’argomento potete leggere qui e qui. Arriviamo a noi. L’informazione libera porta in alcuni casi idee davvero innovative come quelle di due ragazze blogger che mi fa davvero piacere raccontarvi.

La prima è una 25enne francese che ha aperto a marzo L’inconnu du metro” (“Lo sconosciuto del metrò”), un blog che in poche settimane è già un cult. Dietro il nickname Marie Dinkle, riporta brevi racconti di vita di persone che incontra durante il suo quotidiano percorso nella metro di Parigi, con tanto di foto della persona “intervistata” di nascosto. Scovata dal quotidiano Liberation, la blogger ha già ricevuto parecchie offerte per contribuire inviando ritratti da altre città, che lei ha rispedito al mittente: “preferisce lavorare sola”. Bravissima, chiunque tu sia!

La blogger americana Jennifer McCreight ha invece lanciato qualche giorno fa’ un’iniziativa davvero originale. Alcuni di voi avranno letto dell’invettiva di un leader religioso iraniano, Hojatoleslam Kazem Sedighi, secondo il quale i terremoti sono provocati dai “costumi promiscui” e dalla moda “indecente” delle donne occidentali, che fanno perdere la testa agli uomini, corrompono la loro castità e diffondono l’adulterio nella società.

Tesi alquanto discutibile alla quale Jennifer ha risposto organizzando il 26 aprile la giornata del “Boobquake”, in italiano “tettemoto”. Di fatto il provocatorio esperimento è consistito nello spingere più donne possibili a indossare tutte insieme il vestito più scollato del proprio guardaroba, per vedere se sarebbe aumentato il numero di terremoti che avvengono ogni giorno nel mondo. “Con la potenza dei nostri scandalosi corpi combinati insieme produrremo sicuramente un terremoto. Se così non fosse sono sicura che Sedighi troverà una spiegazione razionale al perché la terrà non ha tremato” dice la blogger dell’Indiana che si definisce una femminista, atea, anormale, liberal, nerd e geniale.

Il “tettemoto” ha avuto come luogo di raccolta una fanpage su Facebook, dove le donne che avessero deciso di aderire alla giornata sono state invitate a pubblicare una fotografia del loro decolleté. Indipendentemente dal successo o meno – dovrebbero aver partecipato almeno 187.000 donne – l’iniziativa ha è un esempio assoluto di come si possa attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media mondiali in modo efficace ma assolutamente pacifico. Una grande, lei e il suo decolleté!

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Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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