Ti licenzio perchè… Essere troppo sexy riduce la produttività dell’ufficio!

Vi ricordate il caso di Tania Riccò, avvocatessa 40enne che qualche settimana è stata silurata dall’Italia dei Valori per avere pubblicato su Facebook delle foto in cui si scatena in discoteca? La motivazione del partito è stato che la donna, colpevole di movenze e abiti troppo sexy, non poteva certo ricoprire la carica di vicesindaco di Reggio Emilia. Ovvio no?

Ebbene, queste cose non succedono solo in Italia. A New York una 33enne di origini portoricane sarebbe stata licenziata per la sua procace beltà. Debrahlee Lorenzana (nella foto accanto), avrebbe dovuto lasciare la filiale di Manhattan della Citigroup perchè faceva partire la brocca ai suoi colleghi limitando la loro produttività.

Inizialmente i suoi capi le hanno vietato gonna, pantaloni stretti o tacchi alti. Lei ha provato a difendersi dicendo che l’abbigliamento delle colleghe era molto più hot ma le hanno risposto: “Le loro forme sono diverse dalle tue”.

Lei, mamma di una ragazzina di dodici anni, ha ovviamente denunciato l’azienda per “discriminazione” per motivi di genere. Secondo i legali Citigroup la giusta causa sarebbe invece dovuta ai suoi scarsi risultati.

Secondo voi lei ce sta a provà o anche a New York non mancano i maschilisti? Se avete sentito storie simili, raccontatele qui sotto.

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Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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