Vuvuzelas. Per chi incubo per chi business. Tutte le curiosità sulle trombette spaccatimpani

Non c’è niente da fare. Polpo Paul a parte, le vere regine di questo mondiale sono state le vuvuzelas, le assordanti trombette dal suono costante e fastidioso che alcuni paragonano al barrito di un elefante ed altri ad uno sciame d’api (entrambi gradevolissimi!).

L’abuso di questo strumento popolare sudafricano da parte dei tifosi è stato immediatamente criticato da giocatori e allenatori perchè disturba la concentrazione degli atleti. Scocciate anche le televisioni che, dopo le prime telecronache, hanno dovuto arrabattarsi adottando filtri per attutire il rumore di sottofondo. Per difendersi dal frastuono delle vuvuzelas, che può raggiungere i 150 decibel, i tifosi hanno invece fatto incetta di tappi per le orecchie, disponibili in edizione speciale con i colori della bandiera sudafricana, in grado di ridurre il suono di 30 decibel.

Secondo le radio sudafricane sarebbero state vendute almeno un milione di vuvuzelas in Europa, che nella prossima stagione potrebbero invadere i nostri stadi. Ma che fortunelli che siamo!
A beneficiare di questo enorme business è stata l’azienda cinese Jiying Plastic Product Corporation, che ha esportato da gennaio ad aprile oltre un milione di vuvuzelas, la maggioranza delle quali in Sud Africa. Considerando che sono state vendute ad un prezzo tra i 3 e gli 8 dollari e che la produzione costa pochi centesimi, calcolate un po’ voi…

Le trombette spaccatimpani sono diventate talmente un fenomeno di costume che tantissimi tra calciatori e personaggi famosi hanno tentato di suonarla: da Maradona al campione del mondo Iniesta. Tentativi non sempre riusciti che hanno spinto la proliferazione su internet di video-corsi per cimentarsi nell'”arte” della vuvuzela. Ebbene si, suonarle non è così facile. Basti pensare che una donna di Cape Town ha soffiato talmente tanto da lacerarsi la trachea. Assurdo.

E anche le aziende si sono fatte ispirare per le proprie pubblicità, proponendo il proprio prodotto come anti-vuvuzelas. Qualche giorno fa abbiamo visto il caso di Blendtec, guardate che cosa si sono inventati Kit Kat, snack rompifame, e Off!, famoso antizanzare.

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Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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