Attraversa la Manica a nuoto senza braccia e gambe. L’incredibile rivincita di Philippe Croizon

Philippe Croizon

Oggi vi vogliamo raccontare una storia positiva: è quella di Philippe Croizon, 42 anni, che ha attraversato a nuoto la Manica. Incredibile, eh? Lo è ancor di più se si pensa che è stato in grado di compiere l’impresa senza braccia né gambe.

Già, perché Philippe, operaio metalmeccanico, nel 1994 ha subito l’amputazione di tutti e quattro gli arti a seguito di un terribile incidente domestico che gli ha cambiato per sempre la vita. Mentre lavorava all’antenna della TV sul tetto di casa a Saint-Philippe-sur-Creuse è venuto involontariamente a contatto con un cavo dell’alta tensione mentre stava ancora in piedi sulla scala di metallo. Inesorabile la scarica da 20.000 volts gli ha attraversato tutto il corpo, con una violenza tale da provocare un corto circuito in tutta la zona.

Il corpo di Philippe è rimasto letteralmente attaccato alla scala riducendolo in fin di vita. Dopo 20 minuti un vicino lancia l’allarme, dopo un’ulteriore mezz’ora arriva all’ospedale di Tours. I medici non riescono a salvare gli arti bruciati dell’allora 26enne. E’ già un miracolo che sia vivo. Dopo giorni di coma, l’operaio si risveglia senza braccia né gambe, per sempre sulla sedia a rotelle.

Non trovando più il senso della sua vita cade nella disperazione totale, pensando anche a soluzioni estreme. Dopo un lungo percorso di rieducazione alla respirazione e alla mobilità Philippe pian-piano ritorna alla vita, come lui stesso racconta nella sua autobiografia “J’ai décidé de vivre” (Ho deciso di vivere).

Un giorno vede in TV Natalie DuToit, nuotatrice sudafricana in grado di nuotare nonostante le amputazioni. Croizon la prende come modello e decide di compiere la grande sfida: la traversata della Manica. Impresa resa ancor più dura dal fatto che Philippe galleggia a fatica e non è in grado di nuotare per più di due vasche. Comincia a passare 30/40 ore alla settimana in piscina ad allenarsi, trovando anche l’appoggio della marina francese. In più si offre come “cavia” per le ditte che producono protesi ed arriva infine a trovare quelle idonee a lui. Acquisita maggiore sicurezza in sé, si pone una data: 18 settembre 2010.

Alle 06.45 si immerge a Folkestone, in un’acqua che fa circa 14 gradi, in compagnia del figlio che gli sta vicino, gli dà la forza e gli detta i tempi. Dopo quasi 14 ore di nuoto, alle 20.13, Philippe giunge a Cap Gris Nez, la sua meta. Ha nuotato per 21 miglia.

Croizon ha dedicato l’impresa alla sua famiglia, desideroso di “fare un exploit per me, per i miei, per quelli nelle mie condizioni che non hanno più il gusto della vita”. “Voglio essere la fiaccola della speranza per tutti quelli che credono che la vita non sia soltanto sofferenza” ha dichiarato. Ci è riuscito perfettamente.

Fonti: Repubblica; Auto Moto News; Eurosport

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