I was loving it. Lo spot shock dei medici contro McDonald’s

Colesterolo alto, ipertensione, infarto. Questo il decorso di chi non sta attento alla propria alimentazione e mangia con troppa frequenza nei fast food. Diventa vegetariano.

Questa la provocatoria soluzione proposta dallo spot televisivo commissionato dal Physicians Committee for Responsible Medicine, organizzazione senza fini di lucro che promuove la medicina preventiva.

L’obiettivo? Sensibilizzare i cittadini di Washington sulle conseguenze dell’eccessiva assimilazione di menù McDonald’s (e non solo) ad alto contenuto di grasso e sodio. Secondo PCRM l’alto tasso di affezioni cardiache in città (1500 persone ne soffrono ogni anno) sarebbe immediatamente correlato ad una densità di fast-food McDonald’s, Burger King e KFC più alta di 8 altre città con simile dimensione in termini di popolazione.

Super Size Me, film documentario che nel 2004 aveva già puntato il dito contro McDonald's

I dati dei Centers for Disease Control and Prevention (centri per il controllo e prevenzione delle malattie) mostrano come il tasso di morte per problemi di cuore sia persino superiore che in stati ad alta obesità come Alabama, Kentucky, Oklahoma e West Virginia.

Ma perchè il consumo regolare di cibi molto grassi e con alto colesterolo aumenta il rischio di malattie cardiache? Perchè secondo vari studi anche un singolo pranzo ad alto contenuto di grassi potrebbe alzare la pressione del sangue, irrigidire le maggiori arterie e aumentare il battito cardiaco.

Il video, che dopo Washington andrà in onda nei prossimi mesi sulle TV locali di altre città americane con alto tasso di malati di cuore, ha scatenato parecchie polemiche perchè reputato da molti eccessivamente forte, tra cui proprio McDonald’s che lo reputa “scandaloso, ingannevole e sleale”, augurandosi che i suoi clienti sappiano valutare il fine essenzialmente propagandistico del messaggio di PCRM. E voi, cosa ne pensate?

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Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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