Tenta di rapinare una libreria ma viene steso dalle chiacchiere del titolare

Armato di pistola giocattolo e cappuccio in testa, voleva rapinare un libraio torinese e invece è stato messo ko dalla parlantina della vittima che lo ha convinto a rinunciare al colpo.

Dopo aver intimato al commerciante di consegnargli l’incasso, il libraio, invece di eseguire prontamente gli ordini, ha iniziato una controffensiva davvero originale: lo ha tramortito con un fiume di parole!

Libraio: “Non ti hanno insegnato a chiedere le cose per favore? Adesso esci di qui e, se vuoi qualcosa, me la chiedi in modo cortese”.
Rapinatore: “Tu non hai capito: io voglio i tuoi soldi”.

Niente da fare. Il commerciante, a metà tra impavido e incosciente, gliene ha cantate quattro: “Se prima avrei voluto aiutarti adesso non lo faccio proprio più. Anche per me si tratta di un periodo duro: devo ancora pagare tutto e certamente non navigo nell’oro”.

A questo punto della vicenda non si capisce più quale tra i due sia la vittima.

Aggredito dalla reazione verbale del libraio, il rapinatore si è sentito male per uno stato di ansia e ha chiesto al commerciante di chiamare un autoambulanza. Dopo l’arrivo dei soccorsi e la denuncia a piede libero, l’uomo è stato trattenuto in ospedale in osservazione.

In un Saremo di diversi anni fa i Jalisse cantavano: “Fiumi di parole, fiumi di parole tra noi, prima o poi ci portano via”. Sì… all’ospedale!

Non male come tattica difensiva, no?

Fonte: Il Messaggero

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