Sposo lasciato sull’altare chiede risarcimento di 500.000 euro all’ex fidanzata

Quello che doveva essere “il giorno più bello” per Riccardo, impiegato romano sulla trentina, si è rivelato un incubo. Il giovane sposino è stato lasciato all’altare dalla sua fidanzata, davanti ad un parroco sconcertato e a tutti gli ospiti rimasti di sasso.

Il 17 aprile alle 11.30 Riccardo arriva in chiesa, accompagnato dalla madre. La sposa, come consuetudine, è in ritardo. Forse un po’ troppo in ritardo. Preoccupato, uno dei testimoni della ragazza decide di telefonare ai parenti della sposa, ma non ci riesce. Ma… ecco, qualcuno arriva! E’ il fratello della giovane che discretamente riferisce a Riccardo che la sorella non vuole più convolare a nozze, perchè da diversi mesi aveva ormai un altro uomo, di cui si era innamorata. Il prete, a questo punto, avvisa gli invitati che questo matrimonio non s’ha da fare. Per lo shock, Riccardo ha un malore e viene accompagnato al pronto soccorso del Fatebenefratelli per una improvvisa crisi ipertensiva. Attualmente è ancora aiutato da uno psicoterapeuta.

Inutile dire che tutta l’organizzazione è andata a farsi benedire: ricevimento in una villa vicino Roma, viaggio di nozze in Polinesia e un appartamento arredato in base ai gusto della sposa. Non solo, ma queste “spesucce” sono state tutte sostenute dalla famiglia di Riccardo!

E pensare che lui, ignaro di tutto, si era presentato, come da tradizione, la sera prima delle nozze sotto casa dell’amata per cantarle la serenata.

Tornato in sè, Riccardo, si è rivolto ad un avvocato, citando la ex fidanzata, forte di una sentenza del 2010 della Cassazione in cui si riconosce che «la promessa di matrimonio obbliga il promettente che senza giusto motivo ricusi di eseguirla a risarcire il danno cagionato all’altra parte…» . Ha dunque chiesto un risarcimento danni di 500 mila euro. Di questa somma, 229 mila sono per le spese sostenute, 150 mila per il danno morale a causa delle sofferenze subite e 120mila a titolo di danno esistenziale determinato dai comprovati disturbi psicologici provocati dall’abbandono.

Se vale il detto “tra moglie e marito non mettere il dito, qui invece è il caso di dire “tra ex fidanzati metti l’avvocato”!

Fonti: Leggo, Cervelliamo

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