Vigili ubriachi e carabinieri che coltivano marijuana. Chi è senza peccato scagli la prima pietra

Capitolo 1: TUTTI CONTRO TUTTI

Metti una sera insieme una vigilessa, un finanziere e un poliziotto. Di cosa si tratterà? Di un blitz delle forze dell’ordine? Di una barzelletta? No, di un incidente stradale.

Giovedì sera a Novoli l’agente 45enne, impiegata presso un ufficio amministrativo della polizia municipale di Firenze, era alla guida della sua Yaris fuori dall’orario di lavoro. La donna improvvisamente ha tamponato un maresciallo della finanza in scooter, anche lui fuori servizio. Ecco che il malcapitato è stato scaraventato a terra ed è rotolato insieme alla moto contro l’auto privata di un poliziotto, danneggiandola. Strike!

Poliziotti municipali, accorsi per far fronte all’accaduto, hanno dovuto alzare le braccia perchè l’investito era un finanziere mentre l’auto danneggiata apparteneva ad un poliziotto. I Carabinieri, che a questo punto rimanevano l’unica Arma non coinvolta nel patatrac, hanno dovuto occuparsi della faccenda, accertando responsabilità e compiendo i rilievi dell’incidente. Da quanto è risultato dalle analisi compiute dopo il misfatto, la vigilessa aveva bevuto troppo: le è stato riscontrato un tasso alcolemico nel sangue quattro volte sopra il limite consentito!

Fonte: Repubblica.it

Capitolo 2: L’ERBA DEL COMANDANTE E’ SEMPRE LA PIU’ BUONA

La realtà ha superato la più fervida fantasia“. È quanto esclamato da un ufficiale dei carabinieri quando, all’interno della caserma di Grotte di Castro (VT), in un locale attiguo all’alloggio di servizio del comandante, sono apparse  diciassette simpatiche piantine di marijuana perfettamente curate. Una vera piantagione insomma.

Il bucolico coltivatore della pianta più “amata” dalle forze dell’ordine era nintepopodimeno che il comandante della stazione dei carabinieri, Angelo Benfanti. Di certo i colleghi dell’ufficiale non avrebbero mai pensato che le frequenti visite all’alloggio di servizio del carabiniere fossero finalizzate ad accudire le piantine di maria scoperte durante la perquisizione. Il militare è stato ovviamente arrestato per coltivazione e detenzione di droga.

Con lui, per concorso negli stessi reati, è finito in manette il fratello minore, Enzo. Il nome di Angelo, tra l’incredulità dei suoi colleghi, era infatti emerso durante un’indagine sul fratello, conosciuto come ‘Mr. Benfy’, deejay e animatore in vari locali della zona e sospettato di essere coinvolto nello spaccio di droga.

Fonte: Leggo.it

CONCLUSIONI

Come direbbe la mitica Sora Lella “annamo bene… annamo proprio bene!”. Di certo non si può fare di tutta l’erba (e mai parola forse fu più azzeccata, visti gli eventi) un fascio, ma viene comunque da chiedersi: chi controlla i controllori?

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