La bella addormentata? Esiste e vive in Inghilterra

La Bella Addormentata dei nostri giorni è Louisa Ball, 17enne di Worthing (Inghilterra).

Come raccontato dalla ragazza, tutto è partito da “un brutto raffreddore, febbre… ed è stato da allora che ho incominciato a dormire”. Senza mai svegliarsi, anche per 10 o 14 giorni di fila. I suoi genitori sono costretti a ridestarla quando si addormenta da sola in bagno.

La bella addormentata odierna soffre di una rarissima malattia, la sindrome di Kleine-Levin. Chi ne è affetto nelle fasi di crisi trascorre a letto buona parte delle giornate. Durante la veglia spesso le persone sono apatiche, parlano in modo incoerente o si mostrano particolarmente irrequiete.

Non solo sonno no stop per Louisa, ma anche fame vorace: «è capace di ingoiare un’intera confezione di biscotti, o sei pacchetti di patatine, come qualsiasi altra cosa le capiti sottomano. E’ come un criceto prima di cadere in letargo, che si rimpinza di cibo per resistere il più a lungo possibile. Tanto che devo ogni volta intervenire e dire: “Hey, basta così”».

E la giovane durante i lunghi sonni si comporta proprio come se fosse in letargo, perdendo fino a quattro chili e mezzo di peso. Ma il suo comportamento in queste circostanze è ancora peggiore delle sue abitudini alimentari, perché diventa aggressivo, quasi primordiale, con molti sbalzi d’umore. “E’ orribile e spaventosa, come se mia figlia diventasse un’altra persona” racconta la madre.

E dopo il risveglio come si sente? Rinfrescata ma anche confusa, perché Louisa non ha idea di quanto abbia dormito e di che giorno sia.

La malattia però non è incurabile. Le fasi di sonno in media si ripetono ogni sei mesi o un anno e, con il passare del tempo, tendono a ridursi fino a scomparire in modo spontaneo nell’arco di 10 o 12 anni. Louisa per esempio da cinque mesi non cade più in questi sonni prolungati, anche se è presto per dire che sia guarita del tutto.

Oltre che una pronta guarigione, come la bella addormentata, le auguriamo anche di trovare il principe azzurro!

Fonte: Il Sussidiario

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