Prima Fiorello, poi Michelle Hunziker. Ecco i prossimi ad abbandonare Twitter

Michelle Hunziker saluta i fan su Twitter travestita da Losanna

Fiorello era scomparso da Twitter senza dire niente a nessuno. Aveva smesso di twittare da quasi un mese, poi tac, profilo cancellato. Michelle Hunziker ha invece scelto il settimanale A per annunciare la sua prossima uscita dal social: “Presto mi toglierò da Twitter, mia figlia usa Facebook, ma non le concedo più di un’ora al giorno […] Cerco di trasmettere l’importanza del contatto vero, fisico. I social network possono dare assuefazione”.

Tutto avrei detto tranne che Michelle fosse assuefatta da Twitter, visto che non cinguetta molto rispetto ai colleghi. Quinto personaggio dello spettacolo con più follower, dalla sua iscrizione il 23 settembre 2011 ha twittato 477 volte, una media di 2.4 tweet al giorno, postando principalmente saluti ai fan e foto dal camerino. Nulla a confronto del recordman Gerry Scotti che viaggia sui 53 update giornalieri!

Sta di fatto che stanotte, alle 0:47, la Hunziker ha scritto un messaggio ai fan che tanto sa di commiato.

Poi raddrizza il tiro.

Sia lei che Fiorello non hanno retto alla crisi dei 7 mesi! Sono casi isolati, o l’inizio di un trend?

C’è chi fa il nome di Jovanotti, che come Fiorello starebbe per lasciare Twitter per supportare Faceskin dell’amico Claudio Cecchetto. Lascerebbe così la “moda” di qualche mese fa’, ormai arrivata al grande pubblico, per trasformarsi in trendsetter delle playlist.

Onestamente mi stupirebbe considerando che, dopo due anni di costante presenza, Twitter é ormai diventato il suo canale ufficiale e che, da quel che sembra, ha dietro uno staff che lo aiuta. Inoltre non risponde spesso ai fan, ma twitta principalmente con altri famosi e con persone che conosce. Insomma, una gestione fattibile che prende solo il meglio del social.

E allora? Ecco i possibili identikit di chi abbandonerà Twitter:

1. é già molto famoso ma si é iscritto perché non poteva mica perdere la moda del momento. Appena ottenuta la visibilità che voleva fuggirà alla chetichella
2. si é fatto prendere la mano e posta qualsiasi cosa faccia, dalle attività professionali ai più inutili dettagli di vita quotidiana. Dovrà trovarsi un bravo psicologo che lo curi dall’oversharing
3. si é fatto prendere dalla smania di leggere e rispondere a tutte le menzioni dei fan. L’ansia da prestazione lo ucciderà
4. si aspettava qualcosa di diverso. Non si é appassionato, si é stufato subito dei cattivissimi troll che ce l’hanno tutti con lui

Ed ecco invece chi rimarrà:

1. chi é famoso ma si fa aiutare da uno staff. Usa Twitter come strumento di marketing
2. chi é un po’ meno famoso. Ha trovato in Twitter una ottima vetrina
3. chi é entrato prima di settembre 2011, data della calata dei vip. Ha “scelto” di cinguettare e continua a farlo con piacere
4. chi é davvero appassionato. Ha capito Twitter e lo usa senza eccessi

Come? Volete dei nomi? Dai, se leggete bene é abbastanza chiaro no? :)

Stefano Chiarazzo

Brand PR & Social Media Expert. Nel 2013 ha fondato e dirige il Social Radio Lab, laboratorio-community sull’innovazione radiofonica grazie alle nuove tecnologie web e mobile in collaborazione con numerose radio italiane. Ha avviato e cura l’Osservatorio Social Vip, che da novembre 2011 studia più di 600 personaggi italiani dello spettacolo e dello sport sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. Collabora con Wired e insegna Social Media Strategy alla Business School de Il Sole 24 Ore. Per 40k Editore ha scritto “Manuale per Vip su Twitter”, guida pratica e ironica per imparare il personal branding e il social media marketing dagli errori e successi dei Vip italiani.

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