Il tuo video suscita gioia e sorpresa? Diventerà virale! Il caso Tic Tac

A metà tra candid camera e flash mob, c’é un video che in 40 giorni dalla pubblicazione su You Tube ha superato i 4 milioni e mezzo di visioni.

E’ “Il peggior alito del mondo”, spot delle caramelle Tic Tac girato a Rouen – Nordovest della Francia – che parte da un’idea di comunicazione molto semplice: “Un alito cattivo può fare più danni quanto pensiate!“.

Ma cosa ha decretato il successo del video? Cosa ha spinto condivisione e viralità? Ce lo spiega Martina Pengue, neolaureata all’Università di Perugia con una tesi sperimentale sui “video pubblicitari virali”.

Martina ha usato come strumento di analisi una tecnologia innovativa progettata in Svizzera che permette di rilevare e catturare in automatico le espressioni emozionali facciali:

Lo scopo è stato capire in che modo le emozioni influenzino il comportamento di condivisione e, soprattutto, quali emozioni stimolano maggiormente la trasmissione del video in Internet, alimentando quel passaparola infettivo che contagia a dismisura il popolo del web. I risultati sono molto interessanti. Naturalmente, affinché il video si diffonda smisuratamente in rete, le emozioni costituiscono un fattore necessario ma non sufficiente (come hanno dimostrato anche studi precedenti). Ma dai vari casi che ho passato in rassegna (7 virali e 6 non virali) risulta che il binomio emozionale “gioia/sorpresa” suscitato negli spettatori è sicuramente determinante al fine di garantire un successo virale, soprattutto se il messaggio è impostato in modo da creare in fase iniziale curiosità, e dunque suscitare mano a mano sorpresa, per concludere con un capovolgimento della storia in fase finale (che deve trasmettere come ultime sensazioni, stati emozionali positivi – gioia, felicità)“.

Secondo Martina anche l’incredibile successo di “Push to add drama“, il video virale della TV americana TNT, si potrebbe spiegare in questi termini:

Credo che il successo di queste pubblicità sia dovuto principalmente a due fattori: da un lato il giusto contenuto emozionale, fondamentale il famoso “wow-factor”, e dall’altro un’adeguata “semina” e, dunque, posizionamento strategico (e non casuale) del video in rete“.

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Fonte: discussione su Linkedin sull’articolo “I segreti del successo dello spot Push to add drama“.

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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