Quando Mass e Social Media si annusano e si piacciono. Intervista a Marco Stancati

Venerdì 6 luglio sarà ancora momento di “Twitter Tips & Tricks“, il corso e aperitivo social dedicato all’autoformazione avanzata e approfondimenti sull’uso di Twitter.

A #TTT06, sesto appuntamento (locandina qui a fianco) si parlerà di “Twitter e la musica. Produrre, suonare e condividere” con una puntata live del programma radiofonico @Twittamidinotte.

#Twittamidinotte é stato uno degli esempi discussi nel precedente incontro intitolato “Quando la TV e la radio incontrano Twitter“, che ha avuto come relatori Marco Stancati, docente di media planning all’Università Sapienza di Roma, e Francesco Soro, Presidente del CoReCom Lazio.

Dopo l’intervista a Soro, vi propongo come promesso anche la chiacchierata con @marcostancati.

Marco Stancati, consulente aziendale, docente di “Comunicazione interna” e di “Pianificazione dei Media nelle strategie d’impresa” alla Sapienza di Roma, è giornalista pubblicista e collabora con diversi periodici sui temi della Sicurezza sul Lavoro e della Comunicazione. In nessuna di queste, e di altre attività, si può definire un ortodosso.

1. Il titolo del suo intervento al #TTT05, “Quando Mass e Social Media si annusano e si piacciono” (n.d.r. a questo link é possibile consultare la presentazione), fotografa bene come siamo in una fase di conoscenza, che ha ottime possibilità di diventare una bella storia d’amore. Chi sta corteggiando chi?

I Mass Media prima hanno guardato ai Social con sufficienza, poi hanno cominciato ad allungare le mani (talvolta in maniera rattosa) sui contenuti prodotti dai Social. D’altra parte tutti i New Media hanno progressivamente capito che rimbalzare sui Media tradizionali aumentava l’eco e la visibilità con un effetto a spirale crescente. E questo, soprattutto in campo pubblicitario, è un valore aggiunto imprescindibile. Ora siamo in una situazione nella quale si stanno sperimentando formule d’ibridazione, di simbiosi, di sinergia e, in prospettiva, dobbiamo attenderci nuovi format e nuovi canali originali rispetto a quelli esistenti.

2. Ha detto che Twitter é il social network che meglio si sposa con la TV grazie alla sua immediatezza, e alla facilità di filtrare i tweet con appositi software e mandarli sullo schermo senza che diventino troppo invasivi. Non si potrebbe fare la stessa cosa con i post e commenti sulla Facebook fanpage di un programma televisivo?

Attualmente mi sembra che Twitter abbia un’agilità reattiva e una sincronicità maggiore di quella di Facebook e quindi ribadisco la mia opinione che sia non il più televisivo ma il più “televisionabile” dei Social. Siamo però perpetuamente all’alba di un nuovo giorno stante l’accelerazione dei processi di crossmedialità; assisteremo quindi a una sfida continua per diventare il Medium di maggior riferimento. E non solo tra Media, se guardiamo al processo di trasformazione di Google o alle voci sul tentativo di Apple di creare un network interno tra tutti i possessori dei suoi device. Per usare un luogo comune: “Ne vedremo delle belle!” in tutte le direzioni. Molto interessante, per esempio, la recentissima “Hashtag Page” di Twitter: lo vedo come un nuovo strumento di Social Media Marketing.

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Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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