Acquisto di follower su Twitter. Il dubbio cala su Francesco Facchinetti

Quando mi capita di discutere in rete dell’acquisto di follower da parte dei personaggi famosi la reazione più comune é “ma ancora ti stupisci? dai, ormai chi é che non li compra?“. In effetti atteggiamenti à la Gasparri fanno capire come il celolunghismo basato sul numero di follower sia ancora ben presente nella mente delle celebrity nostrane. Più follower hai, più vali.

Il mio parere sul caso Dolcenera non cambia: continuo a pensare che acquistare popolarità e credibilità sia un modo sporco di costruire la propria immagine online, e che non porti a nulla nel lungo termine.

Se confermato, un nuovo caso sembrerebbe darmi ragione. Aggiornando la classifica di ottobre dell’Osservatorio Social Vip mi sono infatti imbattuto in una situazione sospetta che riguarda un presentatore televisivo molto popolare su Twitter: Francesco Facchinetti.

Dopo essersi iscritto il 18 febbraio 2010 ha cinguettato alla media costante di 7 tweet al giorno. Ha un rapporto follow/follower (1 a 7) atipico per i vip che generalmente seguono pochissime persone. Risponde spesso ai fan e coinvolge la sua “ciurma” su temi di attualità. Insomma un ottimo modo di stare su Twitter: non da star ma da chi ha davvero intenzione e piacere a dialogare.

Da gennaio é stato relativamente stabile, con un solo balzo ad aprile dal 14° al 12° posto. Ha guadagnato follower con costanza, beneficiando ad inizio anno della “calata dei vip” che ha portato molti italiani ad iscriversi a Twitter. E’ però sempre cresciuto meno della media dei Top 10, almeno fino a luglio. Ma il vero colpo di scena é ad agosto, con un picco positivo di 48.000 nuovi follower: più del leader Jovanotti, e più del doppio della media dei primi 10. Colpo di scena che si é ripetuto a settembre, in negativo, con la perdita di quasi 14.000.

I miei dubbi sono confermati dal grafico qui sopra di Twittercounter, che negli ultimi mesi ha registrato più “salti”. I più evidenti sono: 1) un balzo di 45.000 in un giorno, dal 16 al 17 luglio, seguito da un calo di 17.000 tra 30/7 e 1/8; 2) un secondo salto dal 23 al 24 settembre, di 29.000, per poi perderli tutti (30.000) tra l’1 e il 2 ottobre.

Come per Dolcenera, anche qui spero di sbagliarmi. Ad agosto ho provato a chiedere lumi alla cantante senza ricevere alcuna risposta. Proverò anche con Francesco. Chissà, forse la spiegazione é più semplice di quanto sembri.

In ogni caso, il fenomeno esiste. Per questo Evan Williams – co-fondatore di Twitter – ha annunciato di voler creare un indice ufficiale di influenza che non si limiti ai soli follower, ma si basi su reach reale, interazione e diffusione virale. In una parola: sui follower attivi. Concordo con chi, come Riccardo Scandellari e Roberta Maggio dubita che tale provvedimento basterà a fermare il mercanteggiare. Twitter è un social media competitivo, di conseguenza il solo effetto sarà cambiare la merce: non più follower ma menzioni, retweet o quant’altro serva a salire in classifica… e a sentirsi fighi.

UPDATE DEL 20 FEBBRAIO 2013

Altro curioso “salto” nel grafico su Twittercounter. Dopo due impennate un forte calo in due giorni, dal 12 al 14 febbraio. Tutto confermato dai miei dati. 13 gennaio: 521.768 follower; 14 febbraio: 614.953; 20 febbraio: 599.698.

UPDATE DEL 16 APRILE 2013

Meno 203.000 follower in 30 giorni…

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

You may also like...

Lascia un commento