[#socialradio] Con web e mobile nel 2013 la radio guadagna sia ascolti che credibilità

Nel 2013 la radio resta il secondo media più amato dagli italiani, confermando una larghissima diffusione di massa con un’utenza complessiva dell’82,9% (-1%) contro il 97,4% (-0,9%) della TV e il 57,9% (-5%) dei quotidiani off/online. La stabilità è garantita dal sempre maggiore ascolto da telefonino (+5,4%), lettore MP3 (+2,4%) e internet (+2,2). Tra gli strumenti tradizionali torna a crescere la radio tradizionale (+1,2%) mentre per la prima volta negli ultimi cinque anni cala l’autoradio (-1,5%) che resta comunque la più utilizzata (69,6%).

Riprende a crescere anche il numero di italiani che ascoltano la radio tutti i giorni, 39,5% contro i 33,9% del 2012, confermandosi come terzo media dopo la TV (80%) e internet 46,9%). Le radio commerciali nazionali restano le più ascoltate, con il dominio di RTL 102.5, seguita da Radio Deejay, Radio 105, RDS e Radio Italia solomusicaitaliana. Tra le radio pubbliche si piazzano sesta e settima Radio1 e Radio2 Rai, quattordicesima invece Radio Subasio, prima radio locale.

Buone notizie anche in termini di credibilità. E’ vero che l’informazione radiofonica è percepita come la più libera e indipendente solo dal 10,7% degli italiani contro il 39,3% di internet, il 21,9% della TV e il 13,8% dei quotidiani, ma è l’unica in crescita: +2,8% rispetto al 2012, mentre gli altri media perdono rispettivamente l’1,5, l’1,7 e il 3,2 percento.

Nell’era biomediatica – dove siamo liberi di scegliere i nostri personali palinsesti secondo le nostre preferenze, tempi e modi – siamo sottoposti a molteplici stimoli, mentre il tempo a nostra disposizione rimane lo stesso. Con l’aumentare della competizione indiretta le emittenti radiofoniche devono continuare a investire sempre più tempo e risorse per offrire informazione credibile e/o intrattenimento della qualità richiesta dal proprio target, cogliendo al contempo le tante opportunità offerte dalla convergenza tecnologica:

INTERNET: vi accede il 63,5% degli italiani (+1,4%), anche grazie ad una sempre maggior diffusione dei dispositivi mobili. Il 39,9% degli italiani ha infatti uno smartphone (poco meno di un terzo l’ha iniziato ad usare nell’ultimo anno) mentre il 13,9% un tablet (il 44% nel 2013).
Social network: Facebook, YouTube e Twitter sono usati come fonte di informazione rispettivamente dal 37,6%, 25,9% e 6,3% degli italiani, soprattutto di età 14-44.
App per smartphone: sono usate dal 14,4% degli italiani. Il che significa che c’è un bel 64% di persone che ha un telefono di nuova generazione ma ancora non scarica e usa applicazioni.

CONVERGENZA RADIO-TV: visto che molte radio investono ormai stabilmente in piattaforme TV va detto che il digitale terrestre ha un’utenza stabile del 95%, mentre satellitare (45,5%, +8,7), web TV (22,1%, +3,1) e mobile TV (6,8%, +4,3) sono tutte in crescita.

FONTI:
47° edizione del Rapporto Censis sulla situazione del Paese, capitolo “Comunicazione e media”;
Sondaggio Demos & PI in collaborazione con Coop (Ass. Naz.le cooperative di consumatori), “Osservatorio Capitale Sociale” Novembre 2013;
GfK Eurisko RadioMonitor, media mobile annuale Settembre 2012-Settembre 2013

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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