#UnaMacchinaPerRudy Smart, perché l’hai fatto?

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Troppo rumore attorno all’attività #UnaMacchinaPerRudy che poco e niente ha di innovativo né di eticamente sbagliato come Domitilla, Daniele e Futura hanno abbondantemente spiegato nei loro post.

Lo trovo un buon esperimento di collaborazione con un “social vip” come testimonial per innescare passaparola in rete ma per ora non mi sono chiari i benefici per Smart (dico per ora perché non mi stupirebbe Mercedes abbia in cantiere una fase 2).

BRAND AWARENESS?
Per carità, la reach dell’attività sarà sicuramente esagerata, ma penso che all’interno della nicchia tutti conoscessero già la marca.
Anche in termini di recall il solo messaggio “una macchina per Rudy” slegato da un brand benefit non credo abbia un alto potere di convincimento (vedi punti successivi).

CREDIBILITÀ?
Il sentiment (sempre che a qualcuno interessi ancora) non mi sembra in queste ore così positivo. L’associazione della marca sarebbe stata più efficace con un web influencer che potesse costituire un endorsement credibile (un blogger o youtuber “esperto di automobili”?) ma difficilmente avrebbe scatenato questo putiferio.

RILEVANZA?
Anche dimenticandoci della credibilità, per quanto simpatico non reputo Rudy Bandiera così “aspirazionale” (e non credo lui miri ad esserlo!) da convincere qualcuno a comprare la marca solo perché “è la stessa auto che usa Rudy”.

Il problema per le aziende è sempre lo stesso: il fenomeno “fashion blogger” non è così semplice da replicare su altre categorie merceologiche. Pronto a ricredermi comunque: attendo la prossima puntata!

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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