Quegli attacchi sui social che è meglio ignorare. Se no poi giochi male

Donnarumma e Locatelli devono saper assorbire le critiche che fanno parte del gioco, come qualche complimento magari esagerato” – ha difeso così i suoi ragazzi Vincenzo Montella, sabato, vigilia della partita con l’Udinese – “So che ci sono state critiche sui social ma devono stare sereni, quello di internet è solo un modo di comunicare veloce, ma dietro alla tastiera può esserci un ragazzino o no, comunque non devono farci caso“.

17 anni uno, 19 appena compiuti l’altro. Dopo l’eliminazione in Coppa Italia i due giovanissimi talenti del Milan sono passati da beniamini dei tifosi a causa di tutti i mali. Un saliscendi di emozioni che metterebbe a dura prova la sicurezza e la concentrazione di giocatori ben più navigati.

Secondo Paolo De Paola, direttore di Tuttosport, le parole del loro allenatore non sarebbero bastate ad allentare la tensione, ecco spiegata dunque la nuova prestazione non all’altezza nella sconfitta di ieri al Friuli. Questo continuo focus sull’insoddisfazione dei tifosi milanisti da parte del quotidiano sportivo vicino alla Juve sarebbe per alcuni una strategia volta a spedire Gianluigi Donnarumma tra le grinfie dei Campioni di Italia.

Per conto suo il portierone passa e chiude, lasciando ad altri le chiacchiere social. Mano sul cuore per testimoniare il suo amore per il Milan, poi più niente da due settimane e concentrazione tutta sul campo. A buon intenditor…

Nello sport, si sa, oltre a un fisico bestiale ci vuole una mente di ferro. I social sono in questo un’arma a doppio taglio in grado di creare circoli virtuosi o viziosi sulla base dei risultati della squadra e delle prestazioni personali. Un’espulsione, una papera, un rigore sbagliato ed ecco che gli elogi si trasformano in attacchi anche molto aggressivi. Cosa fare? Staccare la spina e, testa bassa, tornare a vincere prima possibile.

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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