Rudy Zerbi saluta e molla Twitter. La minaccia di un troll penalizza 222.000 follower

E anche Rudy Zerbi ha lasciato Twitter. Dopo il trasloco di Fiorello su YouTube e annuncio di Michelle Hunziker che lascia la gestione dell’account al suo staff, tocca a Cattivik smettere di cinguettare.

Sì, ma perchè? Ho ampiamente trattato il tema sui possibili motivi che spingerebbero i vip ad abbandonare Twitter, ma cerchiamo di capire bene il caso in questione.

Con più di 200.000 follower (222.000 al momento della cancellazione del profilo), Rudy é il 19° vip dello spettacolo più seguito. Nell’ultimo mese conquista 18.000 nuovi follower, un incremento del 10% rispetto al mese precedente. Twitta a manetta, anche durante le trasmissioni. Si diverte, battibeccando spesso con l’amico Gerry Scotti. Ma di colpo, alle 18.30 del 21 aprile, saluta e… puff! Sparito.

Con più di 24 ore di ritardo ANSA annuncia la decisione di Zerbi, sottolinea come sia diventata trending topic ma non ne spiega il motivo.

Per la rete però il motivo é ben chiaro: anche stavolta sembra che la colpa sia dei troll, profili creati apposta per infastidire la vittima di turno.

A colpire sembra sia stato un tale M aka @OdioRudyZerbi, che in perfetto italiano sgrammaticato avrebbe minacciato di morte il giudice di Amici. Ora, provate a cliccare sul link, il profilo risulta “sospeso”.

(Grazie per gli screenshot a Francesca Castellano)

Valerio Staffelli, Luca Dondoni, Salvo Sottile e Lucio Presta si schierano subito a favore di Zerbi.

E Presta aggiunge:

Ma c’é anche chi, come Pierpaolo Peroni e Claudio Coccoluto, che non piange la scomparsa di Zerbi.

E gli altri utenti che dicono?

COSA PENSO?

Penso che non sia semplice gestire account da 200mila follower, ti capiterà di ricevere menzioni di ogni tipo. Dai complimenti, alle proposte indecenti, alle critiche e, sì, anche alle minacce.

Quando decidi di affrontare un approccio 2.0 con i tuoi fan, sai benissimo quale rischio corri. Non é niente di diverso da quello che normalmente ti accade nella realtà, solo che qui non hai i bodyguard, le distanze si accorciano notevolmente. Puoi bannarne uno, farne sospendere un altro, ma alla fine se vogliono romperti le scatole ricicciano come funghi.

Quando però ci sei dentro, se devo scegliere, preferisco Michelle Hunziker che lascia user e password allo staff a Fiorello che sparisce di botto senza neanche un saluto, per traslocare su YouTube dove può dire ciò che vuole senza che i troll gli rovinino la giornata. Ci fai sicuramente una più bella figura.

C’é da dire che Rudy ha educatamente salutato i “veri fan” prima di dileguarsi, ma é proprio il dileguarsi che non mi piace. Per un pirla ci rimettono anche gli altri follower che ti seguono con piacere ogni giorno.

Ho letto che la decisione potrebbe essere dovuta non solo alla rete, ma a minacce ricevute anche nella vita reale. Se anche non fosse mi sembra giusto rispettare la sua scelta, che ha colpito molto anche i suoi amici Dondoni, Sottile e Presta.

I loro commenti mi convincono sempre di più che non sarà certo l’ultimo ad abbandonare Twitter.

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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