Fashion Camp 2013. Ci vuole stile, anche su Twitter

Sabato scorso ho avuto il piacere di presentare il mio “Manuale per Vip su Twitter” al Fashion Camp 2013, il barcamp che per il quarto anno ha messo a confronto giovani designer, marche note della moda, fashion e beauty blogger, start-upper e digital influencer.

Grazie alla fashion-vintage Elisa Motterle per la foto

Ringrazio Riccardo Chiozzotto per l’invito e Arianna Chieli e Raffaella Amoroso per avermi accolto così bene in un contesto molto stimolante e nuovo per me, per parlare di stile… dei Vip su Twitter!

Il tema di quest’anno era il circo, inteso come insieme di artisti e artigiani che si mettono in gioco con il proprio talento per deliziare lo spettatore. Anche i personaggi famosi sui social network dovrebbero fare qualcosa di simile nei confronti dei propri fan, ma il “circo” che mettono in piedi è spesso ben diverso.

Arrivano infatti su Twitter con un bagaglio di popolarità e credibilità che li fa credere in molti casi esenti da critiche. Non essendo in TV ma sul social network democratico per eccellenza, in mancanza di uno “stile” impeccabile, rischiano scivoloni che possono far partire un passaparola negativo che spesso viene ulteriormente alimentato dai media tradizionali.

E allora chi è In, e chi è OUT su Twitter?

Filippo Magnini, il vittimista ==> OUT
Dopo una fiumana di tweet negativi in seguito alle sua ennesima prestazione sportiva deludente, ha twittato il suo sdegno verso la “gente cattiva di Twitter” in modo aggressivo e sgrammaticato. Poi ha chiuso l’account.

Grazie a Raffaella Tenaglia e agli amici di Quag.com

Jovanotti, lo sperimentatore ==> IN
Bilancia bene uso personale e supporto dello staff. Non risponde quasi mai ai fan ma si rivolge spesso a loro, sperimentando modi sempre nuovi di coinvolgerli.

Luciano Ligabue e Laura Pausini, i “markettari” ==> OUT
Se il primo non segue nessuno (a parte suo fratello, il suo funclub e poco altro) e delega totalmente allo staff un profilo eccessivamente autopromozionale, la seconda riposta quasi esclusivamente da Facebook. Risultato: interazione prossima allo zero.

Trio Medusa, gli animatori ==> IN
Coinvolgono molto i loro follower sui temi del giorno stimolando l’interazione e la creazione di contenuto. In pratica trasformano radioascoltatori e telespettatori in veri e propri “twittautori”.

Alessia Marcuzzi, la multi-social ==> IN
Per una presentatrice televisiva popolare e amata come lei è facile aprire un fashion blog ed essere subito seguitissima. Si distingue per l’approccio multi-social e il buon livello di interazione. Non solo usa bene Facebook e Twitter ma è stata una dei primi vip dello spettacolo a puntare su Pinterest e Instagram.

Francesco Facchinetti, il competitivo ==> OUT
Sembra ossessionato dal numero di follower. Twitta spesso iper-entusiasta in quanti lo seguono. Peccato che di recente abbia perso ben 208.000 seguaci

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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