[#socialradio] Il modello di comunicazione integrata delle radio italiane

Dopo il lancio ufficiale del progetto #socialradio iniziamo oggi questo nostro percorso alla scoperta di come le radio italiane utilizzano web e mobile per fidelizzare, coinvolgere e costruire ulteriormente le proprie community. Nei prossimi mesi su questo blog potrete leggere analisi, studi e proposte. Non mancheranno guest post e interviste a professionisti della comunicazione – radiofonica e non – e anche voi potrete darci una grossa mano. Come? Partecipando nei commenti ai post, su Facebook e su LinkedIn.

E’ un campo di ricerca molto nuovo quindi ogni vostro parere, testimonianza o segnalazione di notizie, best practice e innovazioni sarà determinante! Ma basta indugiare, come direbbe Fabri Fibra… “Pronti, partenza… via!”.

Cominciamo da un fermo immagine della comunicazione radiofonica integrata oggi. Dopo aver mappato gli strumenti più utilizzati dalle venti radio più ascoltate in Italia (GfK Eurisko RadioMonitor, primo semestre 2013) ho provato a disegnare il modello attuale, in continua evoluzione grazie all’avvento di nuovi strumenti web e applicazioni mobile.

Il modello di comunicazione integrata delle radio italiane

ASCOLTO

La radio oggi si può ascoltare davvero ovunque. Non più solo con i classici stereo, autoradio o radioline portatili, ma anche in TV, grazie a frequenze dedicate del digitale terrestre e satellitare. C’è chi, come RTL 102.5, ha puntato sulla “RadioVisione sempre in diretta” con una convergenza radio-televisiva che permette di seguire in real time quello che succede negli studi radiofonici. Grazie a siti internet e app mobile, poi, è possibile ascoltare i programmi anche su PC, smartphone e tablet.

APPROFONDIMENTO

L’offerta radiofonica in molti casi va già ben oltre il mainstream, grazie a web TV e web radio tematiche rivolte a target specifici. Radio Deejay con “Deejay TV” ha affiancato alla radio un canale televisivo, con una sua programmazione che include persino una sitcom che ha per protagonisti gli speaker: Via Massena 2.

FIDELIZZAZIONE

Con le app mobile i radioascoltatori più affezionati possono portare sempre con sè la propria radio preferita, anche all’estero. Ma se anche dovessero perdersi qualche puntata possono recuperarla con i podcast. Per essere sempre informati sulle novità possono poi contare sulla newsletter, altro strumento “evergreen” di fidelizzazione.

PARTECIPAZIONE

Community, sondaggi e blog dei DJ sul sito, social network (non più solo Facebook, Twitter e YouTube ma anche Google Plus e Instagram), SMS e WhatsApp accorciano le distanze tra speaker e ascoltatori, rendendo questi ultimi sempre più protagonisti dei palinsesti e della creazione di contenuto partecipato di qualità.


In base alla vostra esperienza di professionisti della comunicazione, o di radioascoltatori, siete d’accordo con questo modello o manca qualcosa?

Ci sono altri strumenti emergenti (vedi Spotify) che le radio potrebbero usare sin da subito? In che modo?

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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