Meglio radio o TV? “Sfida” con Giorgio Simonelli su Radio1 RAI

Nicolas Ballario e Gabriele Brocani - Estate Fuorigioco - Radio 1 RAI

Estate Fuorigioco” è un programma pomeridiano di Radio1 Rai che propone ogni giorno sfide tra diverse opzioni della stessa categoria. Agli ospiti e agli ascoltatori l’arduo compito di argomentare perché una sia meglio dell’altra. Immaginate quanto sia stata divertente, e combattuta, la puntata di lunedì “meglio Milano o Roma”!

Martedì sono stato ospite di Nicolas Ballario e Gabriele Brocani per una sfida tra due media molto amati dagli italiani: la Radio e la TV (grazie a Maria Lucia Schito per l’invito). Impegno non facile, come avvocato difensore della Radio “contro” un superesperto come Giorgio Simonelli, professore associato di “Giornalismo radiofonico e televisivo” e di “Storia della radio e della televisione” all’Università Cattolica di Milano che molti di voi conosceranno come opinionista di TV Talk su Rai3.

Giocando in casa ho avuto grande supporto dagli ascoltatori, ma anche la conferma di come – oltre ai colori calcistici o politici – anche i media dividano gli italiani. Se vi fa piacere, potete ascoltare l’estratto del podcast, altrimenti più in basso vi riporto in ordine sparso alcuni spunti a favore della radio che ho lanciato in trasmissione insieme ad altri che mi ero preparato.

E voi, preferite la radio o la TV?


1) La radio mica ha bisogno del video, la radio è magia. Tutto è lasciato alla voce, alla musica, all’immaginazione. E’ pura emozione. Emozioni positive eh, mica come la TV del dolore 😉

2) La radio è una amica che ci accompagna ovunque. Ci fa conoscere musica nuova, decretando il successo di questo o quel cantante. E’ tempestiva nel darci notizie in real time ma ci permette anche di approfondire

3) La radio non è la sorellina cieca della TV, anzi. La radio sta alla TV come il teatro sta al cinema. Sforna talenti e format che arrivano anche in TV. Senza l’eccessivo assillo dell’audience a tutti i costi in radio si può ancora fare sperimentazione e dare il giusto peso all’attività autoriale.

4) (Come la TV) la radio crea micro-community attorno a speaker e programmi specifici, ma la community si crea anche attorno alla stessa emittente. C’è chi sintonizza la radio su una stazione radiofonica e la tiene fino alla sera perché ama tutto di lei: linguaggi, personaggi, musica, informazione, intrattenimento.

5) La radio è più resiliente. Prima si è saputa difendere proprio dalla TV, poi si è integrata meglio e più velocemente con il web. Con i social, in particolare, la sua grande community continua a vivere anche online, dove le radio sono seguitissime. Ma qui vi rimando ovviamente al mio Social Radio Lab!

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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