Brunswick Group, ad Ottobre 2019, ha diramato i risultati della ricerca “Connected Leadership” condotta analizzando la presenza online dei 221 CEO di aziende italiane quotate in borsa. 

Per quanto riguarda l’area Digital sono state prese in considerazione l’eventuale pagina Wikipedia, la presenza di una biografia sul sito aziendale e il profilo Glassdoor. Per i social sono state esaminate la presenza, l’attività e l’engagement su LinkedIn, Twitter, Facebook e Instagram.

COSA SI INTENDE PER CONNECTED LEADER?

I Connected Leader sono tutti quei CEO che, non solo sono presenti su almeno un social network in maniera attiva, ma hanno anche una pagina su Wikipedia o una biografia sul sito aziendale. Con la loro presenza online diventano dunque Ambassador dell’azienda, condividendo con i propri follower, molti dei quali veri e propri stakeholders, i valori aziendali, le iniziative più interessanti e gli eventi ai quali partecipano.

Ancora sei convinto che i social media non siano uno strumento capace di dare un valore aggiunto al tuo lavoro?

Dalla ricerca “Digital Investor Survey” di Brunswick, emerge quanto, sempre di più, nella comunità finanziaria i social media, ed in particolare LinkedIn, siano un elemento tenuto in considerazione durante le decisioni di investimento per valutare l’operato di un CEO.

Non sottovalutiamo, inoltre, la differenza che può fare un CEO con un’identità social forte e un network solido alle sue spalle in termini di Employer Branding e di Crisis Management.

COME SI POSIZIONANO I CEO ITALIANI?

Il 55% dei CEO analizzati risulta essere iscritto ad almeno un social Network. Solo il 15% ha però una gestione attiva del proprio profilo su almeno un canale (rispetto al 25% dei CEO anglosassoni).

LinkedIn è considerato il Social Network d’eccellenza nel contesto lavorativo e infatti vediamo che viene utilizzato dal 53% dei leader italiani connessi, mentre su Twitter troviamo solo il 5%. Pochissimi quelli che hanno scelto di essere presenti con un profilo ufficiale su Instagram e Facebook, rispettivamente 5 e 2.

Sicuramente una situazione migliorabile anche se vediamo che si discosta di poco dalle statistiche anglosassoni, dove il 48% dei CEO è presente online e di questi il 44% usa LinkedIn mentre il 12% Twitter. Per quanto riguarda la presenza di una biografia sul sito aziendale, gli anglosassoni ci battono: mentre nel nostro paese la percentuale è quella del 66%, nel Regno Unito sale al 98%. Manca solo Wikipedia: i nostri CEO hanno una pagina solo nel 21% dei casi mentre nel Regno Unito e negli Stati Uniti, più del doppio (44%).

CHI SONO I CEO ITALIANI PIÙ CONNESSI?

Connected Leadership, i CEO più connessi d'Italia

I 28 Connected Leader italiani, individuati da Brunswick Group, hanno un’età media di 56 anni e sono tutti uomini; rappresentano principalmente i settori delle Utilities, Industrial Good & Service e Media.

Si distinguono in particolare per presenza attiva sui social, qualità dei contenuti prodotti e interazioni ricevute Nerio Alessandri (Technogym), Marco Alverà (Snam), Luca Valerio Camerano (A2A), Stefano Cao (Saipem), Luigi Capello (LVenture) Claudio Descalzi (Eni), Philippe Donnet (Assicurazioni Generali), Andrea Gibelli (FNM), Corrado Passera (Illimity) e Francesco Starace (Enel).

Visti i dieci profili più significativi da seguire per capire come i CEO comunicano sui social, ci soffermiamo su quello che si può definire l’Hyper-Connected Leader d’Italia: Nerio Alessandri, CEO & Founder di Technogym, oltre ad aver inserito la sua biografia sul sito aziendale e aver creato una pagina Wikipedia, pubblica frequentemente su LinkedIn (dove supera i 18.600 follower) e Twitter, ha una pagina ufficiale su Facebook e un profilo Instagram dove emerge anche un racconto di vita personale. È molto bravo, inoltre, nell’adattare il tono di voce e la tipologia di contenuti in base al social su cui sta scrivendo.

QUALI SONO LE BEST PRACTICE CHE POSSIAMO IMPARARE DAI CEO PIÙ CONNESSI?

Nel report sulle competenze dei Top 50 Connected Leader a livello globale, svolto sempre da Brunswick, si evidenziano alcune tecniche che permettono loro di acquisire un vantaggio competitivo:

  • Usare visual
    I loro post, infatti, sono accompagnati da contenuti multimediali, foto o video, link alle rassegne stampa; insomma, tutti contenuti che puntano a coinvolgere il lettore e aumentare l’engagement.
  • Essere se stessi
    Hanno tutti trovato un modo personale di presentarsi al mondo proprio per quello che sono, senza apparire forzati o falsi, non hanno sottovalutato l’importanza dell’autenticità.
  • Pubblicare frequentemente
    I Connected Leader pubblicano fino al doppio dei contenuti dei loro colleghi mantenendo un livello molto alto di qualità dei contenuti.

Scorrendo i profili LinkedIn, dei 10 leader più connessi d’Italia, abbiamo individuato che hanno tre ulteriori punti in comune, ovvero:

  • Qualità dei contenuti
    Non si limitano a ri-condividere il materiale istituzionale pubblicato sui canali aziendali ufficiali ma preparano post e articoli, scritti di propria mano, dai quali emerge la personalità del CEO come professionista e come persona.
  • Rilevanza degli argomenti trattati
    In questi post raccontano le novità relative al settore d’appartenenza, gli eventi ai quali hanno partecipato come rappresentanti aziendali e i traguardi raggiunti dall’impresa in termini di fatturato o le iniziative di Corporate Social Responsibility.
  • Lingua
    Avendo bisogno di dialogare con stakeholder provenienti da tutto il mondo, alternano la lingua italiana a quella inglese.

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