Twitter tira fuori il peggio delle persone. Intervista a Noemi

Star della musica e social network. Che in molti non gestiscano personalmente i canali ufficiali é abbastanza chiaro. L’occasione per capirci qualcosetta di più é arrivata mercoledì scorso, con la tappa romana del RossoNoemi Tour all’interno di Luglio Suona Bene.

La rassegna estiva dell’Auditorium Parco della Musica é pensata molto bene per il web, in particolare per chi non può partecipare live. Nei giorni precedenti si possono inviare le proprie domande all’artista su Facebook, o con un tweet a @telecomitaliaTw con hashtag #LuglioSuonaWeb. Sia l’intervista che la performance sono poi disponibili gratuitamente via streaming, commentabili via livechat e successivamente consultabili on-demand suLuglio Suona Web.

Noemi é presente con account ufficiali sia su Facebook che su Twitter, non potevo pertanto esimermi dal mandare anche io la mia domanda:

Utilizzi Facebook e Twitter per comunicare aggiornamenti professionali tramite il tuo staff. Al di là della scelta di marketing, non é un peccato non sfruttare le potenzialità dei social per raccontare di più di te e instaurare un dialogo diretto con i tuoi tanti fan?

Ecco come ha risposto la cantante romana ai microfoni di Duccio Pasqua, che l’ha presa un po’ larga! 🙂

Su Twitter ha due profili: Noemi Official, gestito da lei e dal suo staff, e l’account personale Noemi 100%. “Twitter tira fuori il peggio delle persone. C’é molta cattiveria gratuita, più che rispetto a me vedo anche rispetto alle altre nuove voci. E questo un po’ mi dispiace perché la libertà dovrebbe tirare fuori il meglio di noi”.

Risponde poi a chi attacca in modo cattivo e anonimo: “Noi rimarremo sul palco con le nostre facce belle scoperte a prenderci gli applausi ma anche i pomodori quando serve. Loro rimarranno con le loro mascherine nelle loro casette, un po’ incavolati col mondo, però chi se ne frega ci divertiamo comunque”.

Ammette infine di non andare molto a vedere cosa scrivono i fan sui social: “Preferisco incontrarli dopo il concerto. Ho la fortuna di avere fan anche più grandi, alcuni mi fanno anche delle critiche molto giuste. Poi registro quello che per me ha realmente senso…”.

In effetti sugli account ufficiali Noemi e il suo staff interagiscono poco e niente, puntando su un reposting automatico dei contenuti da Facebook a Twitter e viceversa. E i risultati si vedono… Su Facebook é molto seguita (206.000 likers, 51° nella classifica di luglio dell’Osservatorio Social Vip), ma l’engagement sulla pagina non é sempre al top. Su Twitter invece, nonostante sia presente da quasi due anni, il suo seguito resta limitato (25.000 follower, 140° posizione).

Detto questo, penso che la strategia non sia poi totalmente sbagliata. La scelta é la stessa di big come Ligabue, che all’interno del piano di marketing puntano sui social come quegli strumenti che permettono di comunicare nuovi dischi, concerti o interviste direttamente ai fan.

Se da un lato questo permette di vivere serenamente, fregandosene dei troll, dall’altro si perde la possibilità di instaurare un dialogo costante, positivo e prezioso con chi ha davvero voglia di dare consigli alla propria beniamina.

In conclusione Noemi graffia sul palco, un po’ meno sui social!

(Grazie a Antonella Ranaldo, Veronica Ricasoli e a tutto il team di Hagakure e Telecom Italia per avermi permesso di vedere dal vivo l’energizzante performance di Noemi!)

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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