Giornalisti e spocchia 2.0. Il #poernano dà lezioni di Twitter al Sole 24 Ore

Se dai in mano ad una giornalista esperta un account importante come @24job, sezione de Il Sole 24 Ore che tratta di lavoro, carriera e formazione, non ti aspetti di vederlo subissato di tweet sdegnati e irriverenti.

E neanche di dover rispondere così al bombardamento:

Di recente mi ero confrontato con Rosanna Santonocito sul tema dei blogger non pagati da testate come Huffington Post e Fatto Quotidiano. Lei lamentava di essere stata assalita da “sedicenti #nofreejob” apostrofandoli così:

Pur non avendo seguito l’attacco a cui si riferiva non mi aveva colpito positivamente il fatto di essere pronta lei stessa all’offesa. La mia prima impressione è confermata dalla vicenda che negli ultimi giorni ha impegnato le conversazioni di molti esperti di comunicazione.

Incredibile la sequenza di errori che è stata in grado di mettere in fila:

IGNORANZA SU COME FUNZIONA TWITTER. Nonostante l’account sia attivo da ben 3 anni non ha infatti capito che se uno ti menziona i tuoi follower non vedono il tweet, a meno che non lo retwitti. Per questo ha dato il via alla polemica accusando di spam Giancarlo Raccagni, reo di averle segnalato un link per lui pertinente ai temi trattati dalla giornalista;

SPOCCHIA 2.0 IN STILE GASPARRI. Rispondendo alle obiezioni dello studente bresciano, lo ha battezzato Poer Nano citando Dario Fo (#poernano sarebbe poi diventato trending topic), non ritenendolo degno di darle lezioni sull’uso di Twitter “dal basso” dei suoi soli 700 follower. Salvo poi ricevere la di lui stoccata: “mai considerato che il numero dei tuoi follower possa essere dovuto all’appartenenza alla galassia de Il Sole 24 Ore?“;

OFFESE AI BRESCIANI – troppo ignoranti per conoscere Dario Fo – che hanno dato nuova linfa all'”uno contro tutti”.

Resasi conto della caduta di stile si è poi scusata:

Per certi tratti questa storia mi ricorda quella di Paola Ferrari. Non è che perché sei una brava e conosciuta giornalista ti viene concesso tutto su Twitter. Non basta la tua formazione giornalistica, né un alto numero di follower. Vali tanto quanto Giancarlo o chiunque critichi le tue idee, con argomentazioni valide e linguaggio rispettoso.

La differenza è che tu rappresenti il primo quotidiano economico italiano. Un disastro come questo non può che gettare un velo negativo su Il sole 24 Ore. Carenza di professionalità. Mancanza di preparazione all’uso dei social media. Perdita di credibilità della testata: come fai a parlarmi di formazione se sei il primo a non preparare adeguatamente chi ti rappresenta sui social?

Spero che Il Sole e la Santonocito imparino davvero, con umiltà, dalle “lezioni” di uno studente. E che ripartano alla grande, con la stessa umiltà e disponibilità all’educato confronto…



Leggi anche:

Daniele Chieffi: L’arrogante giornalista web-ignorante e il naufragio del Sole sul Poernano

Simone Corami: 2Brand or not 2Brand, questo è il #poernano!

Alessandra Guigoni: #Poernano: Davide e Golia ai tempi di twitter

Roberto Venturini: #Poernano: quel pasticciaccio brutto di @24job

Matteo Bianconi: #Poernano: “Il Sole 24 ORE” nella bufera di Twitter

Roberto “postoditacco” Favini: L’#epicfail di 24 Job e Sole24Ore su Twitter. Puoi sfogliare il suo tempestivo storify anche qui sotto:

Stefano Chiarazzo

Brand PR & Social Media Expert. Nel 2013 ha fondato e dirige il Social Radio Lab, laboratorio-community sull’innovazione radiofonica grazie alle nuove tecnologie web e mobile in collaborazione con numerose radio italiane. Ha avviato e cura l’Osservatorio Social Vip, che da novembre 2011 studia più di 600 personaggi italiani dello spettacolo e dello sport sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. Collabora con Wired e insegna Social Media Strategy alla Business School de Il Sole 24 Ore. Per 40k Editore ha scritto “Manuale per Vip su Twitter”, guida pratica e ironica per imparare il personal branding e il social media marketing dagli errori e successi dei Vip italiani.

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