Radio 2 innova con #TwitAndShout e Radio 105 #ClonailFormat

Della trasmissione radiofonica Twit And Shout di Radio 2 ne avevamo già parlato nella lunga chiacchierata con il Prof. Marco Stancati. Il programma, in onda dal lunedì al venerdì alle 19.50 su Radio2, è “costruito con Twitter attraverso il contributo di una squadra affiatatissima di opinion leader – blogger, comici, giornalisti, politici, curiosi“. Forse non è un format innovativo come #Twittamidinotte di Fabrizio e Matteo Iamundo, ma sicuramente è un coraggioso passo avanti per una radio tradizionale verso l’integrazione dei social network nei palinsesti.

Un esperimento così ben riuscito che, come annunciato ieri dal sito di gossip Dagospia, Radio 105 ne starebbe copiando il format e, persino, il titolo:

Viene lanciato in rete come il programma esplosivo della domenica sul sito di Radio 105: “Tweet and shout”, la novità del palinsesto, nel segno dell’innovazione che corre sui social network. Peccato che l’idea non sia di Hazan e soci, che non ammettono di ascoltare un canale concorrente: Radio2 Rai. Stessa formula e praticamente (Twit and Shout) stesso titolo, copiati dalla trasmissione di Alex Braga, in onda, da diversi mesi, tutte le sere dagli studi di via Asiago“.

Ed effettivamente sul sito di 105 c’è una bella scheda che anticipa i contenuti della nuova trasmissione Tweet & Shout:

Da un classico rock’n’roll anni Sessanta a un appuntamento radiofonico domenicale dedicato all’attualità e firmato da un personaggio, il “Terzincomodo” Giovanni Terzi, che di attualità se ne intende davvero. Così come di Blog, luogo deputato all’approfondimento degli argomenti proposti in diretta, e di Social Network, in particolare Twitter, fonte primaria della puntata domenicale on-air targata Tweet & Shout. Un’ora in cui, segno dei tempi, si parla proprio di tutto. E grazie alla quale ascoltatori, blogger e “follower” si incontrano idealmente per un confronto appassionante, illuminante, divertente e soprattutto utile.
Ascoltare – o twittare (!) – per credere!

Il lancio della notizia fa partire immediatamente un tam tam a difesa dell’ideatore e conduttore Alex Braga, che reagisce alla notizia con un sarcastico Follow Friday:

Tweet tra l’ironico e l’incazzoso partono copiosi da molti dei “contributor” della trasmissione, tra cui il DJ Claudio Coccoluto.

Ma a buttare benzina sul fuoco ci pensa La Pausa Caffè proponendo l’hashtag #ClonailFormat, che in serata contribuisce ad alimentare il passaparola e la partecipazione su Twitter:

Il più attivo è comunque il rapper Frankie Hi Nrg Mc, che twitta più volte il suo sdegno:

Ma radio 105 che copia di sana pianta Twit and Shout? Pure nel titolo?? Propongo #LoZooDiRadio2

Aiutiamo #R105 con nuovi format originali: dopo #TweetAndShout propongo #SeiUnoZeroCinque #Radio105SocialClub #SuperMacs e #Caterpeellar

Hey ragazzi: ma il conduttore del tarocco di Radio 105 é Giovanni Terzi, l’ex assessore di Forza Italia che si fece il gabbio X tangenti..

Che nulla vieta fare una trasmissione basata sui tweet, ma intitolarla uguale è un #EPICFAIL che giusto un ex assessore di FI potrebbe…

Nessuna reazione ieri da Giovanni Terzi, ma a stuzzicarlo ci ha pensato stamattina Melania Dangelo:

Comunque vada, rimane il fatto che Alex Braga e soci sono stati e rimangono tra i primi ad aver sperimentato un coinvolgimento attivo sui social network. Un punto d’eccellenza che Radio 2 aveva già toccato anche con programmi come “Il Ruggito del Coniglio“, che ogni giorno costruisce la trasmissione intorno alle storie di vita quotidiana degli ascoltatori, raccontate telefonicamente e su Facebook da ben 183.000 fan.

Perché dico questo? Perché concordo a pieno con il tweet che Alex Braga ha mandato ai manager RAI Giancarlo Leone e Andrea Vianello: #TwitAndShout dimostra che, in termini di innovazione, il servizio pubblico può e deve rimanere per le radio commerciali il concorrente da battere:

AGGIORNAMENTO DEL 2 DICEMBRE

L’autore radio-televisivo Marcello Villella sottolinea in questo tweet come l’interazione con gli ascoltatori via social network risalga come minimo al 2009 quando, all’interno dello spazio “La Mezzanotte di Radio 2”, andava in onda il suo programma “Conflitto d’ascolti“, in cui la conduttrice Lorena Bianchetti parlava di TV e di altri “media d’informazione” con i grandi protagonisti del piccolo schermo.

Poi approfondisce su Facebook:

Secondo Villella insomma le belle idee crescono, vengono riprese da altri e migliorate. Se usciamo da questo esempio e ci allarghiamo all’intero mondo radio-televisivo, ci possiamo rendere conto di come spesso nascono nuovi format a partire da vecchie idee. Un processo che avviene non solo nei media ma in tutti gli ambiti della creatività, dell’innovazione e dell’arte.

Rimane il fatto, come evidenziato da Giovanna Mirabella nei commenti, che copiare anche il titolo non è sicuramente elegante sebbene lo stesso titolo fosse stato a sua volta ripreso dal New York Times. Su questo Giovanni Terzi di Radio 105 si era già espresso, annunciando l’intenzione di voler cambiare titolo.

Chissà, forse in tutto questo bailamme ci ha visto giusto Andrea Gasperin: “Gli hanno dato lo stesso nome per avere pubblicità gratuita? Se si, li stiamo aiutando?“.

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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