Comunicazione politica 2.0. Le elezioni 2013 sui social network

12 febbraio 2013
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Comunicatore politico 2.0

Foto: Argoserv

La campagna elettorale per le Politiche 2013 è in dirittura d’arrivo: il 24 e 25 febbraio si vota. Tra sondaggi, confronti a distanza e possibili alleanze fervono le attività dei candidati, anche sui social network.

Settimana scorsa avevamo iniziato a parlare di “internet come strumento di democrazia partecipativa” con tre professionisti della comunicazione politica:
- Dino Amenduni: responsabile nuovi media e consulente di comunicazione politica dell’agenzia Proforma, cura la comunicazione politica di Nichi Vendola;
- Roberto Rao: deputato UDC, portavoce da sempre di Pier Ferdinando Casini;
- Luigi Crespi: vent’anni da sondaggista politico, oggi consulente per l’agenzia Spin-Network, segue tra gli altri il sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Oggi i tre comunicatori politici si confronteranno sull’uso dei social media per accorciare le distanze con l’elettorato. Dialogo e feedback continuo, partecipazione attiva ma anche maggior esposizione alla critica e alla satira. Come affrontare al meglio questa sfida del web?

Martedì prossimo non perdete la terza e ultima puntata, sulla comunicazione dei candidati politici sui social network.

SECONDA PARTE: SOCIAL NETWORK E POLITICA

Gli italiani amano sempre meno la politica e i partiti tradizionali. La sensazione è che il web partecipativo possa contribuire a invertire questa tendenza riavvicinando i cittadini e, in particolare, i giovani alla politica. Come affrontare al meglio questo rischio/opportunità?

Amenduni: Serve un cambio di modo di fare politica. Il web è solo un altro luogo dove manifestare questo cambiamento, ma se manca la volontà politica di cambiare, il web da solo non farà miracoli. Per riavvicinare cittadini e politica serve fare le cose che si promettono, dare risposte all’opinione pubblica e agli elettori, non sprecare denaro pubblico, aprire le porte dei partiti, creare occasioni per la partecipazione e la discussione politica. Senza questa disposizione al cambiamento, il web non offrirà nessun risultato in termini di riavvicinamento: infatti la fiducia nei partiti continua a scendere nonostante Facebook.

Rao: Non si riavvicinano gli elettori alla politica con qualche commento su un blog o qualche like o RT. I delusi della politica si riconquistano con la politica (di cui la comunicazione, in questo caso sui social, è una componente preparatoria e diffusoria): torniamo a parlare con il linguaggio della verità, anziché con quello delle false promesse. E, anche se non è sempre facile farlo in soli 140 caratteri, i social vanno usati a questo scopo.

Crespi: Vedi, dai per scontato cose che non lo sono… E te ne renderai conto fra qualche giorno nelle urne, tutti a sbraitare di anti politica e poi in fila davanti alle urne. Allucinazioni mediatiche alimentate da intellettuali senza idee

In un paese dove i media tradizionali, televisione in primis, giocano ancora un ruolo fondamentale, qual è il contributo dei social media all’interno di una strategia integrata di ricerca del consenso? Cosa sta cambiando, in particolare, con l’avvento della social TV?

Amenduni: I social media non si sostituiscono alla TV, non fosse altro per la inalterata penetrazione del mezzo televisivo, che in questi anni non ha affatto risentito dell’avanzata di Facebook e Twitter. Cambia piuttosto l’esperienza di visione di questi programmi, la possibilità di condividere pensieri su ciò che succede in onda e i momenti cruciali di un programma televisivo possono essere discussi e rielaborati nelle ore, persino nei giorni successivi alla messa in onda. I social media, paradossalmente, arricchiscono l’esperienza televisiva invece di rappresentare un competitor della televisione.

Rao: In Italia, il processo evolutivo che porterà la televisione tradizionale ad essere sostituita da palinsesti personalizzati è ancora all’inizio. La nuova televisione, però, sarà sempre più partecipativa e interattiva, garantendo al pubblico una funzione del tutto inedita. Oggi il ruolo della rete e dei social media all’interno di una strategia di ricerca del consenso è fondamentale, ma presto, con la diffusione di strumenti già utilizzati in altri Paesi, le modalità di fruizione del prodotto televisivo assomiglieranno sempre più a quelle con cui già oggi navighiamo in rete.

Crespi: Molto più lavoro e più controllo sul prodotto e maggiore verifica sulla sua qualità. Cambia il modo con cui crescono le idee e i progetti.

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I commenti da Facebook

One Response to Comunicazione politica 2.0. Le elezioni 2013 sui social network

  1. Leo Sorge on 13 febbraio 2013 at 12:21

    Segnalo il mio articolo sulla considerazione delle tecnologie digitali nei programmi delle coalizioni: http://www.01net.it/elezioni-2013-la-politica-non-e-digitale/0,1254,0_ART_152234,00.html

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