Klout, l’algoritmo spiegato dai vip italiani

Stuzzicato da un recente post del mio amico Riccardo Scandellari ho tirato fuori dal cassetto un’analisi che avevo in cantiere da un po’. Da sempre scettico sull’attendibilità di strumenti come Klout nel misurare il “livello di influenza” sul web, ho tenuto d’occhio da dicembre una selezione di vip che monitoro con il mio Osservatorio Social Vip.

Considerando che la maggiorparte non è iscritta a questo strumento ho inserito nella lista “Star Italiane dello Spettacolo le 50 più seguite su Twitter, unico social analizzato da Klout in automatico. Poi un gruppetto di vip meno seguiti ma particolarmente attivi e chiacchierati. Infine alcuni personaggi molto popolari offline, presenti ma poco attivi su Twitter, che stranamente hanno comunque un ottimo punteggio. Ecco cosa è emerso.

Infografica: vip italiani dello spettacolo più influenti secondo Klout

TOP 3: GLI INFLUENCER INTERNAZIONALI

I più influenti sono i big della musica che si sono saputi affermare anche all’estero. I loro punteggi, in crescita negli ultimi tre mesi, sono tutti sopra l’82 e dovuti principalmente alla mole di ricerche su Bing e alle citazioni su Twitter.

Il Re è Benny Benassi con 84 punti. Tra i Top 10.000 influencer su Bing, twitta in italiano e in inglese mediamente tre volte al giorno relazionandosi con colleghi ad alto Klout come David Guetta (89) e Martin Solveig (84). Le sue serate in giro per il mondo gli fruttano il record di menzioni, 60k secondo Topsy.

Segue la coppia Eros Ramazzotti-Tiziano Ferro, molto amata soprattutto in Sud America. Entrambi nella Top 10k di Bing, hanno un volume di ricerche in crescita negli ultimi 90 giorni. Meno attivi e seguiti su Twitter sono comunque molto citati.

IL PESO DEI SOCIAL

Entrano in Top 10 vip molto attivi, seguiti e chiacchierati su Facebook e Twitter. Primo tra tutti Jovanotti, il più seguito su Twitter e con un numero di menzioni molto vicino al primo classificato. Lorenzo ha collegato su Klout la Facebook fanpage – decima con più fan secondo il mio Osservatorio – su cui raggiunge picchi di 5.000 engaged users per post.

Tra i primi dieci anche nomi con un alto numero di tweet giornalieri: Francesco Facchinetti (7.3), Elisabetta Canalis (9.5) e Selvaggia Lucarelli (12.1). Quest’ultima ha collegato anche il suo profilo FB personale. Mossa vincente, visto che dai suoi 57.000 subscribers riceve fino a 2.000 interazioni per post.

Ottimo anche il contributo di Instagram in termini di engagement: Trio Medusa coinvolge in media 700 persone ogni foto postata su Instagram, Facchinetti spesso più di mille. Scorrendo le loro timeline, sembra invece essere basso ad oggi l’impatto di YouTube e Google+. Nessuno ha collegato altri profili come Flickr, Foursquare e LinkedIn.

WIKIPEDIA E I MOTORI DI RICERCA

Come fanno anche nomi così poco attivi e seguiti su Twitter (vedi Zucchero) ad essere tanto alti in classifica? La risposta è semplice:
1. hanno una pagina/menzioni su Wikipedia che, essendo un’enciclopedia scritta da una libera community, è considerata un importante indice di popolarità;
2. sono tra i Top 50.000 influencer di Bing = sono ricercatissimi dalle persone in rete.

Non è un caso che Giusy Ferreri e Anna Tatangelo abbiano conquistato rispettivamente 5 e 2 punti Klout in tre mesi in corrispondenza dell’aumento delle ricerche su Bing.

UN PAIO DI CURIOSITA’

I PROFILI PERSONALI TIRANO DI PIU’
Ho inserito in lista sia l’account verificato di Tiziano Ferro che quello del Tiziano Ferro Team: il primo ha un punteggio Klout più alto di ben 22 punti! Idem per Emma Marrone. Il suo profilo personale non solo è più seguito, ma totalizza 4 punti in più di quello ufficiale.

GLI INFLUENCER NON-VIP CHE ENTREREBBERO IN CLASSIFICA
Come si può vedere dalla lista degli “Influencer Italiani” di skande – dietro pagamento di una cifra che non rivelerò mai ha inserito anche me! 😉 – con 78 punti sia lui che altri pezzi grossi della blogo-twittosfera come Antonio Lupetti, Gianluca Diegoli, Fabio Lalli e Luca Conti potrebbero entrare anche in questa mia Top 10. Io invece per ora posso pregiarmi di essere sopra Eva Henger! (evitate maliziose allusioni per favore).

CON I SE E CON I MA NON SI ALZA IL KLOUT

Alla fine di questo esercizio mi restano in particolare tre perplessità relativamente all’accuratezza e rappresentatività dell’analisi:

ACCOUNT SOCIAL MONITORATI: il punteggio cambia in base agli account social analizzati. Cosa succederebbe se Vasco collegasse la sua fanpage da 4 milioni e rotti di fan?

INTEGRAZIONE DI BING/WIKIPEDIA: Klout sta arricchendo poco alla volta il database dei big names, penalizzando ad oggi alcune celebrity. Caso eccellente Jovanotti che – a differenza ad esempio di Malika Ayane – non è annoverato tra i Top influencer di Bing nè risulterebbe essere citato su Wikipedia (ecco invece la sua ricca pagina)

MOTORE DI RICERCA SCELTO: Google resta il più usato in assoluto e, quindi, il più rappresentativo. Cosa cambierebbe se fosse sostituito o aggiunto a Bing?

Dopo tutta questa dissertazione permettetemi di terminare con un mio meme ospitato qualche mese fa’ su Gilda 35 dal buon Giovanni Scrofani, forse l’unica vera spiegazione all’algoritmo di Klout! 😀

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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