Il nuovo sport dei giornalisti italiani. Rispondersi da un social network all’altro

Oggi grazie ai tweet del sempre sul pezzo Luca Alagna ho vissuto una appassionante partita a ping pong di due grandi nomi del giornalismo italiano: Enrico Mentana e Vittorio Zucconi.

BATTE MENTANA CON LA CONSUETA ENERGIA

Sulla sua pagina Facebook ribadisce a chi l’ha criticato di aver lasciato Twitter la sua posizione sull’anonimato permesso dal social network:

Avevo già espresso il mio parere qui, quindi direi di procedere.

ZUCCONI RIBATTE CON UNA STAFFILATA LUNGOLINEA

Lui che su Twitter c’è ancora rilancia il post di Chicco:

Ai suoi follower che lo stuzzicano sul tema spiega che secondo lui Mentana dovrebbe decidersi: usare i social network o detestarli. Inoltre “Se soltanto i saggi e gli educati parlassero, moriremmo di noia. Abbiamo 162 in Parl partiti da un “Vaffanculo”, ricordate?

Più tardi twitta:

MENTANA NON CI STA, E RIMANDA AL MITTENTE

MA A CHIUDERE IL PUNTO (ALMENO PER ORA) E’ ZUCCONI

CONCLUSIONI

A mio parere, dei due, solo Vittorio Zucconi ha davvero compreso Twitter. Non è un “mondo” a parte ma uno “strumento” che, accorciando le distanze con il pubblico, aumenta le occasioni di contatto anche con i propri denigratori e avversari. Basta guardare la sua timeline per essere piacevolmente colpiti dalla regolarità con cui risponde ai follower, non solo a chi la pensa come lui.

Altro stile insomma rispetto ad un Enrico Mentana che sembra aver sofferto molto, troppo, il duro confronto con le persone comuni. Su Facebook si sente più sicuro, perché le policy del social network invitano (anche se 80 milioni di fake ci sono anche lì!) ad iscriversi con il proprio nome e cognome. Si sente più sicuro perché così ognuno dovrebbe pensarci due volte ad esprimere un parere rispetto a chi (su Twitter) si trincera dietro un account anonimo.

Detto questo, scelta sua. Ce ne faremo una ragione. Nel frattempo, che qualcuno mi aiuti a capire come mai la sua fanpage si chiami “Enrico Mentana (pagina ufficiale, bis)”. Ma la pagina ufficiale 1 dove diamine è finita? 😉

Stefano Chiarazzo

Comunicatore di impresa, formatore e consulente aziendale, blogger. Da 12 anni cura le pubbliche relazioni di grandi marche per una multinazionale del largo consumo. Nel 2011 ha avviato l’Osservatorio Social Vip, che studia i personaggi famosi italiani sui social media come fenomeno di comunicazione e di costume. I dati di popolarità su Facebook, Twitter e Instagram di più di 1000 celebrità dello spettacolo, dello sport, del giornalismo e della politica sono ripresi periodicamente dai media. Nel 2013 ha lanciato il Social Radio Lab, spazio di informazione, ricerca e condivisione sull’evoluzione della comunicazione radiofonica in collaborazione con le maggiori radio nazionali, le web radio di Spreaker e grandi manifestazioni come Festival del Giornalismo, Social Media Week e Festival delle Generazioni. Collabora con Wired e insegna marketing e comunicazione presso vari Master tra cui la Business School de Il Sole 24 Ore.

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